Italiani in trasferta: Christian Fogarolli da Alberta Pane. Da Parigi immagini della mostra, fra archeologia e chirurgia estetica

Di ritorno appena dall’Armory Show, la Galerie Alberta Pane dedica il suo spazio parigino alla nuova personale di Christian Fogarolli. La tematica, una tra le più care all’artista trentino: le complesse dinamiche della perdita e del recupero. Dall’ultima dOCUMENTA, dove la sua ricerca si era focalizzata sulle pratiche medico-psichiatriche d’inizio Novecento, Fogarolli ha espanso i […]

Christian Fogarolli - Le monde du ticqueur (Lithos, 2016)

Di ritorno appena dall’Armory Show, la Galerie Alberta Pane dedica il suo spazio parigino alla nuova personale di Christian Fogarolli. La tematica, una tra le più care all’artista trentino: le complesse dinamiche della perdita e del recupero. Dall’ultima dOCUMENTA, dove la sua ricerca si era focalizzata sulle pratiche medico-psichiatriche d’inizio Novecento, Fogarolli ha espanso i soggetti d’indagine fino a convogliare le competenze più disparate, che spaziano all’archeologia fino alla chirurgia estetica. Costante è rimasta invece l’attitudine analitica alla raccolta e alla (minima) rielaborazione di materiali d’archivio, nel tentativo di estrarne i valori artistici intrinseci, spesso trascurati, se non proprio “perduti”.
Nella conversazione con Giuliana Setari Carusi che accompagna la mostra, Fogarolli si definisce “un ricercatore che nasconde, un collezionista che accumula, un usurpatore che tutela”. E questa tendenza alla dialettica e all’autocontraddizione emerge da un allestimento asciutto, che stimola le connessioni e invita a colmare i vuoti, a riempire i gap concettuali. La mostra, inaugurata lo scorso sabato, sarà visibile fino al 14 maggio. Ma per chi non programmasse una gita a Parigi nei prossimi mesi, ecco in anteprima la consueta fotogallery.

Simone Rebora

Christian Fogarolli – Le monde du ticqueur
Fino al 14 maggio 2016
Galerie Alberta Pane
64 rue Notre-Dame de Nazareth – Paris
www.galeriealbertapane.com

 

 

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.