Facce da Armory Show. Abbiamo chiesto ai galleristi italiani di posare con un’opera del loro stand: ecco il risultato

Molti sono già veterani della fiera, eppure i galleristi italiani a New York si fanno sentire anche quest’anno con molta energia, competenti e carichi di orgoglio per gli artisti che rappresentano. Tanto che non è stato difficile chiedere loro di “metterci la faccia” e farsi fotografare con l’opera di un artista portato all’Armory Show: Alessandro […]

Molti sono già veterani della fiera, eppure i galleristi italiani a New York si fanno sentire anche quest’anno con molta energia, competenti e carichi di orgoglio per gli artisti che rappresentano. Tanto che non è stato difficile chiedere loro di “metterci la faccia” e farsi fotografare con l’opera di un artista portato all’Armory Show: Alessandro Pasotti (P420) con l’opera di Riccardo Baruzzi, Benedetta Spalletti (Vistamare) con Ettore Spalletti, Paola Capata (Monitor) con Claudio Verna, Laura Chiari (Galleria Lorcan O’Neill Roma) con Eddie Peake, Alessandra Cirotto (Lia Rumma) con William Kentridge, Daniella Betta (Galleria Massimo Minini) con Landon Metz, Francesca e Alessadra Minini (Francesca Minini Contemporary Art) con Gabriele Picco, Gabriele Gaspari (Magazzino) con Ouattara Watts.
Le presenze italiane, già numerose, aumentano quest’anno con l’ingresso di Luce Gallery Torino nella sezione della fiera Armory Presents. Nikola Cernetic, direttore della galleria, ha portato il solo show di Davide Balliano, artista nato a Torino che vive a New York da circa dieci anni. Nonostante Balliano si cimenti anche con la scultura, all’Armory presenta un tripudio di dipinti in bianco e nero realizzati con lacca, gesso e stucco su legno. Come è andato l’esordio? Ce lo racconta Cernetic stesso: “Il pubblico ha reagito molto bene, sostanzialmente abbiamo venduto tutto lo stand e devo dire anche in grosse collezioni, quindi siamo tutti molto contenti. Non è la nostra prima volta a New York perchè abbiamo già fatto NADA, ma è la prima volta dell’Armory, è bello essere qua. Ho l’impressione che sia la fiera del passato e del futuro”.

Veronica Santi

 

 

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Veronica Santi
Laureata in Scienze Politiche e in Storia dell’Arte con il massimo dei voti, Veronica Santi è scrittrice, critico e curatore d’arte contemporanea. Appassionata divulgatrice di artisti sconosciuti al grande pubblico o ignorati dalle grandi istituzioni, nei suoi progetti combina in modo ironico e sofisticato generi diversi tra loro, trovando chiavi di lettura specifiche a seconda dei luoghi e dei committenti. Fra i tanti, si annoverano collaborazioni con Uffizi, MAMbo, neon>campobase, Arte Fiera Bologna e Florence Biennale. Attualmente vive e lavora a New York, dove sta curando esposizioni di artisti italiani e dove ha raccolto la sfida di una galleria non profit nel cuore di Chelsea che, con vertigini visive di artisti emergenti, vuole superare i limiti fisici dello spazio nato dalle ceneri di uno sgabuzzino. Pianista fallita e batterista allo sbaraglio, nel tempo libero coltiva la sua passione per la musica.