Dall’antica Persia al moderno Iran. Non perdete il Reportage sul numero 30 di Artribune Magazine: in anteprima a Miart

“Si viaggia con la curiosità di scoprire ‘odori e sapori’ nuovi, come racconta Pasolini nel suo L’odore dell’India. Questo è il racconto di un viaggio – con questo spirito – nell’antica Persia e nel moderno Iran”. Parte da queste basi l’imperdibile Reportage che potrete leggere sul prossimo Artribune Magazine, il numero 30 che troverete in […]

La Moschea Blu di Isfahan (foto Claudia Zanfi)

Si viaggia con la curiosità di scoprire ‘odori e sapori’ nuovi, come racconta Pasolini nel suo L’odore dell’India. Questo è il racconto di un viaggio – con questo spirito – nell’antica Persia e nel moderno Iran”. Parte da queste basi l’imperdibile Reportage che potrete leggere sul prossimo Artribune Magazine, il numero 30 che troverete in anteprima alla fiera Miart, a inizio aprile: un viaggio in Iran, che molti – probabilmente – sognano, ma che altrettanto probabilmente rimandano in attesa di condizioni “ambientali” un po’ più tranquille a livello socio-politico. “Un viaggio difficile, soprattutto per una donna”, conferma l’autrice Claudia Zanfi. “L’occasione è l’invito ad affiancare un viaggio-studio organizzato dalla Cattedra Unesco dell’Università La Sapienza, tenuta dal noto storico dell’architettura orientale Lucio Valerio Barbera. Il programma, intenso e interessantissimo, prevede una settimana di visita nei luoghi dell’antica Persia (Shiraz, Yazd, Isfahan, Persepolis) e una settimana a Teheran, con un workshop interdisciplinare presso la Facoltà di Architettura in Sustainable Urban Quality and Urban Culture”.

AL TMOCA UNA MOSTRA CO-CURATA DA GERMANO CELANT
E non mancano, dunque, tanti spunti di interesse artistico. Anche contemporaneo, come il Tehran Museum of Contemporary Art, “con una mostra co-curata da Germano Celant. Sono esposte opere di Monet, Gauguin, Calder, Picasso, Léger, Miró, nonché parte della collezione che Farah Diba costruì con il dealer Tony Shafrazi”. O l’inaspettato Museo della Prigione di Qasr, “disegnato dall’architetto Arash Mozafari, con sale espositive e auditorium. Si trova all’interno delle vecchie carceri religiose di Teheran. Qui si possono osservare sculture all’aperto, installazioni nelle celle e un percorso didattico che racconta la storia del luogo”. Fino alle più classiche mete come il Palazzo dei Fiori, “il più antico monumento di Tehran, che si trova all’interno della arg, la cittadella; è il frutto di 400 anni di revisioni e rifunzionalizzazioni. Al suo interno si trovano attualmente due musei: quello etnografico e quello delle arti decorative”.

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune Magazine

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.