Adotta un dipinto di William Kentridge. Il grande artista lancia una campagna di crowdfunding per completare il suo megamurale a Roma

Avete ancora qualche dubbio sul sistema di finanziamento “dal basso”, ovvero sull’inflazionatissimo crowdfunding? Forse vi aiuterà a superare le vostre remore sapere che ormai vi ricorrono un po’ tutti: anche una superstar dell’arte globale come il sudafricano William Kentridge. Non ci credete? Eppure – se ci leggete dall’Italia – presto potrete toccare con mano i […]

Un test per la realizzazione di Triumphs and Laments

Avete ancora qualche dubbio sul sistema di finanziamento “dal basso”, ovvero sull’inflazionatissimo crowdfunding? Forse vi aiuterà a superare le vostre remore sapere che ormai vi ricorrono un po’ tutti: anche una superstar dell’arte globale come il sudafricano William Kentridge. Non ci credete? Eppure – se ci leggete dall’Italia – presto potrete toccare con mano i risultati: già, perché il grande artista ha lanciato la sua campagna sulla piattaforma Kickstarter proprio per finanziare l’ultimo step di Triumphs and Laments, il megaprogetto che sta realizzando – con la regia dell’associazione Tevereterno – a Roma sui muraglioni del Tevere.
E proprio compulsando il breve testo che accompagna la richiesta di contributi emergono alcuni dettagli avanzati sull’opera, “il più grande progetto pubblico di arte contemporanea che Roma abbia mai visto”. In cui compariranno – realizzate, come già noto, ripulendo lo sporco accumulatosi negli anni sui muri – ottanta figure alte 10 metri. E proprio per completare le ultime 10 figure la campagna cerca di ottenere 80mila dollari: promettendo diversi benefit ai sottoscrittori, per quote che possono andare dai 5 ai 10mila dollari. Da fotografie panoramiche del fregio a un esclusivo tour dell’opera guidato da Kentridge in persona. È anche possibile “adottare” una delle 10 figure, e in quel caso si riceverà una stampa in edizione limitata.

Il link alla campagna

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.