A Roma Balthus è un successo, a Vienna e in Germania no. Polemiche per la retrospettiva sull’artista: “intento pedofilo”, e la politica si mette di mezzo

L’arte è sempre politica e non sempre gli italiani sono i più bacchettoni. Avviene a Vienna che un artista deceduto quasi centenario il 18 febbraio del 2001 faccia ancora scalpore, nonostante siano trascorsi ben quindici anni dalla sua morte. Una bella soddisfazione per Balthus, nato nel 1908 a Parigi oggi protagonista di una retrospettiva al […]

Balthus, La Chambre,1952-1954
Balthus, La Chambre,1952-1954

L’arte è sempre politica e non sempre gli italiani sono i più bacchettoni. Avviene a Vienna che un artista deceduto quasi centenario il 18 febbraio del 2001 faccia ancora scalpore, nonostante siano trascorsi ben quindici anni dalla sua morte. Una bella soddisfazione per Balthus, nato nel 1908 a Parigi oggi protagonista di una retrospettiva al Kunstforum (dal 24 febbraio). E di una controversia. La mostra, che si è conclusa a fine gennaio scorso alle Scuderie del Quirinale a Roma, in collaborazione con Villa Medici, arrivata in Austria ha generato una grande confusione. Pare che mentre il pubblico della cattolicissima Roma non abbia battuto ciglio di fronte ai nudi del maestro, in Austria le cose non siano andate per il verso giusto. Così, l’ala destra della politica austriaca, come riportano le cronache locali, ha chiesto all’istituzione di rendere espliciti fin dall’inizio della visita i contenuti ambigui che gli spettatori potrebbero trovare nel percorso espositivo.

LO SCORSO ANNO IN GERMANIA UNA MOSTRA FU CANCELLATA
I richiedenti fanno riferimento soprattutto alle insinuazioni su eventuali risvolti legati alla pedofilia che spesso sono state riferite all’opera di Balthus. La discussione nata intorno alla mostra curata da Evelyn Benesch, Cécile Debray e Matteo Lafranconi fa pensare ulteriormente se si considera che l’istituzione ospite afferisce ad una banca, che si trova oggi nella scomoda posizione di dover difendere il proprio atteggiamento integerrimo rispetto alla tutela dei bambini e le scelte della direzione artistica, in un paese che è stato protagonista nel secolo scorso nella censura della cultura sotto il nazismo. La storia di Balthus non è stata molto semplice nel mondo di lingua tedesca. Lo scorso anno infatti, in Germania, ad Essen, la mostra al Museum Folkwang è stata cancellata poco prima dell’inaugurazione a causa delle proteste. E mentre la gemella romana si chiude con un buon successo di pubblico, Hans-Jörg Jenewein esponente del partito liberale austriaco richiede maggiore attenzione nell’apparato didattico dell’esposizione di Vienna, in modo da chiarire i contenuti delle opere. “In tutti i suoi lavori c’è uno spiacevole sottofondo pedofilo. Questo è particolarmente evidente nelle sue fotografie che ritraggono una bambina di otto anni. In un momento come questo, in cui la nostra società riserva una particolare attenzione al mondo dell’infanzia è necessario che una mostra come questa includa dei testi esplicativi”, è stato il suo commento.

– Santa Nastro

https://www.kunstforumwien.at

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Pura ipocrisia , non sanno leggere con i propri occhi

  • Angelov

    Forse le culture teutoniche sono più portate verso la Musica che verso la Pittura, con l’eccezione dei fiamminghi, naturalmente…e questo incidente lo confermerebbe.
    In certi casi, non è necessario andare oltre ciò che ci viene presentato, ma fermarsi a ciò che è più facile cogliere, come nel caso di Balthus: è la Buona Pittura in sé, l’oggetto dell’osservazione.