Venezia omaggia Aldo Manuzio, l’inventore del libro moderno. Cesare de Michelis presenta nell’intervista video la mostra in arrivo a marzo alle Gallerie dell’Accademia

“Prima di lui, gli artisti non conoscevano i classici greci e latini. Lui fu il primo a stamparli, e quindi a diffonderli: e l’influenza su tutto il mondo, e anche sull’arte, fu dirompente. Basti pensare ad esempio a Giovanni Bellini: fino ad allora dipingeva soltanto temi religiosi, grazie a lui iniziò a raffigurare scene mitologiche“. […]

Da sinistra Guido Beltramini, Cesare de Michelis, il ministro Franceschini e Paola Marini

Prima di lui, gli artisti non conoscevano i classici greci e latini. Lui fu il primo a stamparli, e quindi a diffonderli: e l’influenza su tutto il mondo, e anche sull’arte, fu dirompente. Basti pensare ad esempio a Giovanni Bellini: fino ad allora dipingeva soltanto temi religiosi, grazie a lui iniziò a raffigurare scene mitologiche“. Il “lui” in oggetto è Aldo Manuzio: e chi ne parla con toni tanto appassionati è Cesare de Michelis, il grande editore anima di Marsilio, promotore della grande mostra in omaggio al celebre stampatore nel quinto anniversario della morte. Mostra che si terrà nella sua Venezia, nelle nuove sale espositive delle Gallerie dell’Accademia, a partire dal prossimo 18 marzo: e che oggi è stata presentata a Roma nella sede del Mibact dallo stesso de Michelis, dal ministro Franceschini, dal curatore Guido Beltramini e dalla neodirettrice delle Gallerie Paola Marini. Che ha approfittato dell’occasione per preannunciare la prossima inaugurazione di due nuovi saloni restaurati, che porteranno a 14 i nuovi spazi a disposizione del museo: che così dal prossimo anno potrà mettere mano al restairo del primo piano. La mostra di Manuzio, che costerà oltre 1 milione di euro, in gran parte messi a disposizione da sponsor, esporrà un centinaio di opere, con grandi capolavori a far da cornice ai pregiati volumi, con artisti coinvolti del calibro di Tiziano, Giorgione, Lotto, Cima da Conegliano, Giovanni Bellini. Ci sarà tempo per parlarne più diffusamente: intanto abbiamo chiesti di presentarcela al presidente del comitato promotore, Cesare de Michelis: che l’ha fatto nel video che vedete sotto…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.