Una filiale del Museo Egizio a Catania? Ci sono solo contatti preliminari, ma da Torino confermano: “vivo interesse per la proposta”

Una filiale di Museo Egizio di Torino a Catania. Presa così, la cosa ha tutti i crismi per apparire una bufala; oppure – visto che a propalarla è lo stesso sindaco della città all’ombra dell’Etna – di una boutade propagandistica, più o meno elettorale. E invece… Pare che si tratti di un progetto molto concreto. […]

Una filiale di Museo Egizio di Torino a Catania. Presa così, la cosa ha tutti i crismi per apparire una bufala; oppure – visto che a propalarla è lo stesso sindaco della città all’ombra dell’Etna – di una boutade propagandistica, più o meno elettorale. E invece… Pare che si tratti di un progetto molto concreto. Andiamo con ordine: è direttamente il sindaco di Catania Enzo Bianco a diffondere nei giorni scorsi una nota che fa in breve il giro di tutti i media locali, informando di aver incontrato a Torino Evelina Christillin e Christian Greco, rispettivamente Presidente e Direttore del Museo Egizio di Torino. Ai quali – scrive Bianco – “ho subito proposto, insieme a Orazio Licandro, di aprire nella nostra città una sezione di uno dei più importanti musei al mondo di cultura egizia. I vertici del Museo hanno accolto la proposta grazie alla credibilità di cui gode ‎Catania‬. Abbiamo informato con grande soddisfazione di questa iniziativa il Ministro Dario Franceschini. La sezione verrà ospitata in un piano del meraviglioso Convento dei Crociferi che stiamo finendo di restaurare”.

C’È GIÀ UN PROTOCOLLO D’INTESA?
Conferme? Le ha chieste Mario Bucolo, collaboratore di Artribune catanese d’origine ed esperto del settore museale, scrivendo direttamente alla presidente della fondazione: “Le chiedo a che punto è la proposta, se è già oggetto di un preciso protocollo d’intesa. Le chiedo a carico di chi saranno i costi di allestimento museale e museografico Le chiedo chi gestirà la parte di archivio del museo e tutto quanto inerente a poter far rientrare la ‘succursale’ nei parametri ICOM per essere considerato un museo”.

A BREVE UN SOPRALLUOGO ALLA FUTURA SEDE
Con sorprendente rapidità – in Italia -, a stretto giro arriva la risposta della Christillin: “nessun protocollo d’intesa, per ora, ma soltanto dei colloqui informali tra il nostro Museo e il Sindaco e l’Assessore competente del Comune di Catania. I costi di allestimento, nel caso si arrivasse a un accordo, sarebbero a carico dell’Amministrazione catanese e siciliana, con un auspicabile intervento del Mibact; tengo però a precisare che tutto questo sarà verificato e portato avanti dalle autorità isolane, e che nessun sopralluogo è ancora stato effettuato, ma lo sarà a breve. Da parte nostra rimangono vivi l’interesse per la proposta, che riteniamo positiva e proficua al fine di sempre maggiori collaborazioni tra enti culturali italiani, così come già avviene in molte parti d’Europa, oltre alla disponibilità, sottoposta alla tutela della Sovrintendenza piemontese responsabile della collezione egizia a noi attribuita in comodato trentennale, di concedere in uso alla sede catanese una parte importante dei nostri reperti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.