Madrid Updates: come sono andate le vendite ad Arco? Da Andy Warhol a Tony Oursler, ecco il racconto degli affari conclusi

Non è dato sapere se abbia trovato un acquirente Mujer en la bañera, di Antonio López, l’opera più costosa proposta fra gli stand di Arco Madrid, 2 milioni e mezzo di euro. È invece probabile che di acquirenti ne abbia trovati più di uno l’asturiana Irma Alvarez-Laviada, che nella galleria Agustina Ferreyra esponeva un’installazione pittorica i […]

Brillo Box di Andy Warhol

Non è dato sapere se abbia trovato un acquirente Mujer en la bañera, di Antonio López, l’opera più costosa proposta fra gli stand di Arco Madrid, 2 milioni e mezzo di euro. È invece probabile che di acquirenti ne abbia trovati più di uno l’asturiana Irma Alvarez-Laviada, che nella galleria Agustina Ferreyra esponeva un’installazione pittorica i cui elementi, vendibili separatamente, partivano da 100 euro ciascuno. Estremi a parte, come sono andate le vendite ad Arco 35? Noi siamo andati a spulciare i diversi report comparsi sui quotidiani spagnoli e su qualche media online, e mettiamo in fila alcune informazioni che comunque possono fornire un quadro della situazione. Che qualcuno riassume in un aumento dei clienti spagnoli ed in un calo degli stranieri. Questo, almeno, il giudizio di Pepe Cobo, che ha venduto una scultura di Cristina Iglesias per 58mila euro, oltre ad un “Brillo Box” di Andy Warhol.

SODDISFATTO ANCHE L’ITALIANO PAOLO MARIA DEANESI
Arco cresciuta in qualità e numero di acquirenti per la galleria Juan Silió, che ha venduto per 30mila euro ¡Oh, cristalina fuente! di Rafa Macarrón, stessa cifra per Strata di Carlos Irijalba, ma anche quattro opere di Miguel Angel Tornero. Ottimismo anche a casa di una big come Helga de Alvear, che ha venduto pezzi di Helena Almeida e Prudencio Irazabal, così come Luis Adelantado, soddisfatto per il successo di Priscilla Monge e Ruben Guerrero. Buone notizie anche dagli italiani, con Paolo Maria Deanesi – presente in Solo Projects – che riferisce la vendita di un pezzo di Tonel per 4mila euro. Tra i più entusiasti Lisson Gallery, che avrebbe piazzato nelle prime ore di fiera un lavoro di Angela de la Cruz fra le 20 e le 50mila sterline, e un grande disegno di Jorinde Voigt fra i 100 e i 150mila euro. Lelong vanta la vendita fra l’altro di un disegno su iPad di David Hockney per 28mila euro, e di una piccola scultura da parete di Jannis Kounellis per 8mila euro. Moisés Pérez de Albéniz, galleria di Madrid con un focus su artisti spagnoli e baschi, ha venduto un dipinto di Juan Uslé per 110mila euro, e uno di Pello Irazu per 14mila, oltre a una scultura di Tony Oursler per € 60mila.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.