L’impatto della tecnologia sulla moda. Il Metropolitan Museum di New York ci fa una mostra: dai cappelli illuminati di Chalayan ai tessuti stampati in 3D

Le lavorazioni tradizionali dell’haute couture, come il ricamo con piume e fiori artificiali, le plissettature, i merletti, le lavorazioni in pelle, presentati e confrontati con i processi innovativi tipo la stampa dei tessuti in 3D, la maglieria circolare, la modellatura computerizzata, l’incollaggio, la laminazione, il taglio laser e la saldatura a ultrasuoni. Dove? Al Met […]

Le lavorazioni tradizionali dell’haute couture, come il ricamo con piume e fiori artificiali, le plissettature, i merletti, le lavorazioni in pelle, presentati e confrontati con i processi innovativi tipo la stampa dei tessuti in 3D, la maglieria circolare, la modellatura computerizzata, l’incollaggio, la laminazione, il taglio laser e la saldatura a ultrasuoni. Dove? Al Met di New York, nella mostra dal titolo Manus x Machina, al via a maggio. 120 completi, dal 1880 al 2015, per esaminare quali sono state le differenze nelle confezioni da quando alle mani si sono sostituite le macchine, con l’avvento dell’industrializzazione e della produzione di massa.
Se fino ad ora la distinzione tra haute couture e prêt-à-porter si era basata proprio sulla dicotomia tra questi due tipologie produttive, oggi tale classificazione non può più essere fatta in base a queste categorie. Dai tessuti sofisticati di Issey Miyake ai cappelli luminosi di Hussein Chalayan, dagli abiti liquidi di Iris van Herpen alle goffrature di Karl Lagerfeld, passando per gli abiti petali di Christopher Kane, dalle mise fluttuanti di Raf Simons, alle piume composite di Yves Saint Laurent, Manus x Machina sarà un viaggio nell’avanguardia della moda, che sembra fantascienza distopica, ma è il futuro dei nostri guardaroba. Noi anticipiamo un po’ di immagini…

Federica Polidoro

 

 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.