LandWorks Sardinia. Da Caprera a La Maddalena, studenti da cinque continenti in Sardegna: trasformata in un grande laboratorio sul paesaggio

Dal 2011 ogni anno un workshop operativo trasforma un paesaggio sensibile della Sardegna in un atelier a cielo aperto. In cui studenti, professionisti e comunità locali con installazioni site specific rileggono materiali e storia del luogo, in cerca di un possibile futuro. Una base militare in rovina sull’Isola di Caprera, una villa-fortezza abbandonata alla Maddalena, […]

C. Phongphit, The Cube, foto Christian Phongphit

Dal 2011 ogni anno un workshop operativo trasforma un paesaggio sensibile della Sardegna in un atelier a cielo aperto. In cui studenti, professionisti e comunità locali con installazioni site specific rileggono materiali e storia del luogo, in cerca di un possibile futuro. Una base militare in rovina sull’Isola di Caprera, una villa-fortezza abbandonata alla Maddalena, un’area mineraria dismessa a Montevecchio. Luoghi naturalmente, storicamente e culturalmente in transizione, sospesi tra un passato ormai esaurito e un futuro tutto da determinare. Sono questi alcuni fra i campi di azione di LandWorks Sardinia, workshop operativo di Land-architecture ideato e diretto da Stefan Tischer con il coordinamento di Annacaterina Piras (DADU – Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Università di Sassari). Un laboratorio en plen air a cadenza annuale, in cui sperimentare pratiche interdisciplinari per la riqualificazione e valorizzazione del paesaggio mediterraneo.
Dieci i giorni di lavoro sul campo, durante i quali studenti provenienti da cinque continenti – guidati da paesaggisti e architetti, artisti e designer, fotografi e filosofi – sono chiamati ad agire utilizzando solo – o quasi – le risorse del luogo. Dagli strumenti delle lavorazioni di un tempo, agli elementi naturali della macchia mediterranea, fino al sapere delle comunità locali. Un approccio on-site, intensivo, pratico e partecipativo. Che dal 2011 ha prodotto landmark, torri di avvistamento, gallerie a cielo aperto, giardini scultura, macchine percettive. Decine di installazioni ambientali effimere e non, complesse ed essenziali, di piccola e grande scala. Dispositivi attraverso cui evocare la memoria dei luoghi, rileggere e riscrivere il paesaggio. Spunti per narrazioni possibili. Nella sesta edizione – in programma dal 26 maggio al 5 giugno – LandWorks Sardinia proseguirà le sue sperimentazioni nel Parco Geominerario della Sardegna, dal 1997 Patrimonio Unesco. Terreno d’indagine, l’ex-impianto di flottazione del borgo di Masua (Iglesias), parte di un antico complesso minerario, oggi dismesso, lungo la costa sud-occidentale della Sardegna. Per chi è pronto a sporcarsi le mani, c’è tempo fino al 1 marzo per iscriversi.

Marta Atzeni


www.landworks.eu
Bando LandWorks Sardinia 2016

 

 

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.