La Città Proibita di Pechino in 3D. Al MAO di Torino arrivano gli Oculus Rift: un progetto di realtà virtuale che continuerà al Borgo Medievale e alla GAM

Già presente su Google Art Project, insieme agli altri tre musei della Fondazione Torino Musei, il MAO – Museo d’Arte Orientale non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di offrire ai propri visitatori anche una visita virtuale nella Città Proibita di Pechino. Così ha stretto un accordo con la startup torinese LD Multimedia, leader europea nella riproduzione […]

Già presente su Google Art Project, insieme agli altri tre musei della Fondazione Torino Musei, il MAO – Museo d’Arte Orientale non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di offrire ai propri visitatori anche una visita virtuale nella Città Proibita di Pechino. Così ha stretto un accordo con la startup torinese LD Multimedia, leader europea nella riproduzione di scenari in 3D, e ha allestito una Virtual Room temporanea (fino al 28 marzo) nel Salone Mazzonis al primo piano del museo. Qui, una volta posizionati davanti a uno dei tre schermi e indossato il visore Oculus Rift messo a disposizione insieme ad un joystick per le manovre di spostamento – in stile videogioco -, ci si potrà immergere nella ricostruzione virtuale della “purpurea Città Proibita” di Pechino, quella che fu la sede effettiva e simbolica del potere imperiale delle dinastie Ming e Qing, capolavoro architettonico e monumento simbolo della Cina.

ESPERIENZA REPLICABILE A CASA SUL PROPRIO SMARTPHONE
Si intraprende, così, un viaggio spazio/temporale, a partire dalla lunga scalinata esterna che, gradino dopo gradino, porta alla terrazza dove si erge il Palazzo della Suprema Armonia, per arrivare fino al trono, camminando sopra il tappeto imperiale dell’Elisir dei Nove Draghi. Terminata la visita, chi vorrà, potrà replicarla in casa propria grazie al cardboard (visore in cartone) prodotto da LD Multimedia e distribuito al bookshop del museo al costo di 9 euro. Basterà scaricare gratuitamente l’applicazione dedicata (per ios o android, disponibile a brevissimo) e inserire il proprio smartphone nel visore. Dopo il MAO, questo progetto unico che unisce innovazione, arte e impresa, proseguirà negli altri musei aderenti al circuito della Fondazione Torino Musei: in tarda primavera al Borgo Medievale, con una ricostruzione storica dei vecchi mestieri del tempo (un’anteprima internazionale col metodo della soggettiva stereoscopica a 360gradi in movimento); e a seguire alla GAM con una virtualizzazione video di alcuni quadri della collezione.

Claudia Giraud

http://www.maotorino.it/

 

 

CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).