Immagini in anteprima dell’Albero della cuccagna di Costas Varotsos a Salerno. Un grande nastro d’acciaio e vetro

Un nastro d’acciaio percorre per circa 30 metri un’area del campus universitario di Salerno. In una sezione s’intersecano orizzontalmente – seguendo pertanto l’andamento di tutta la struttura principale dell’opera – delle fasce di vetro, che deviano la percezione ottica del contesto: è l’Albero della cuccagna di Costas Varotsos (Atene, 1955) che sarà presentato lunedì 22 […]

Un nastro d’acciaio percorre per circa 30 metri un’area del campus universitario di Salerno. In una sezione s’intersecano orizzontalmente – seguendo pertanto l’andamento di tutta la struttura principale dell’opera – delle fasce di vetro, che deviano la percezione ottica del contesto: è l’Albero della cuccagna di Costas Varotsos (Atene, 1955) che sarà presentato lunedì 22 febbraio alle 12 nella sala stampa del Campus di Fisciano, con interventi del magnifico rettore Aurelio Tommasetti, di Achille Bonito Oliva, ideatore e curatore del progetto nazionale L’Albero della cuccagna, Maria Passaro, direttrice scientifica del progetto di Ateneo e Antimo Cesaro, sottosegretario del Mibact. Oltre, naturalmente, all’intervento dell’artista greco, che con l’Italia ha un rapporto privilegiato sin da quando era studente all’Accademia di Belle Arti di Roma – primi anni Settanta –, nazione che ha frequentato a lungo e a cui è molto legato anche perché qui ha concepito diverse sculture fondamentali per il suo percorso, come la grande Opera all’umanità migrante nel porto di Otranto su progetto dell’Istituto di culture mediterranee.

L’ACQUA COME NUTRIMENTO DELL’UOMO E DELLA MENTE
Dopo aver realizzato opere per piazze, isole e luoghi dell’arte, approda in uno spazio vocato allo studio e alla ricerca, a stretto contatto con il quotidiano di migliaia di studenti, con quel suo riconoscibile vetro industriale che qui è metafora di acqua e quindi di nutrimento dell’uomo e della mente. Ideato nell’ambito di Expo 2015, il progetto Albero della cuccagna firmato da ABO ha coinvolto negli ultimi mesi numerosi artisti e luoghi, tra spazi pubblici e privati, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, sollecitando una riflessione sulle varie declinazioni dell’antico mito celtico. In aprile a Palazzo Reale di Milano è previsto l’ultimo step, con una mostra che documenterà tutti gli Alberi e l’esposizione, nel cortile interno, di un grande albero di Oliviero Toscani.

Lorenzo Madaro

 

 

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è critico d’arte e curatore. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2010 è critico d’arte dell’edizione pugliese di Repubblica. Scrive anche per “La Repubblica”, “La Repubblica - Roma”, Alfabeta2 e altre riviste di settore. Tra le mostre recenti curate, Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (con A. Lacarpia, Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità. Per Artribune cura la rubrica Futuro remoto.