Il mistero dell’uomo sepolto in piedi. Sorprese dagli scavi archeologici in un sito mesolitico in Germania: c’è anche il corpo di un bambino completamente coperto di ocra

Il sito mesolitico è quello di Gross Fredenwalde, dal nome della città vicina, una zona non troppo lontana da Berlino. È lì, nel cimitero più antico del Nord Europa, che il National Geographic Italia segnala la notizia del ritrovamento di alcuni corpi, perfettamente conservati da più di 8mila anni. Il cimitero è risultato in uso […]

Resti rinvenuti a Gross Fredenwalde

Il sito mesolitico è quello di Gross Fredenwalde, dal nome della città vicina, una zona non troppo lontana da Berlino. È lì, nel cimitero più antico del Nord Europa, che il National Geographic Italia segnala la notizia del ritrovamento di alcuni corpi, perfettamente conservati da più di 8mila anni. Il cimitero è risultato in uso per più di mille anni, cosa rara nel periodo in cui l’uomo era ancora cacciatore e raccoglitore e si spostava spesso.
Invece, in un blocco di terra di tre quintali, trasportato per intero in laboratorio, sono stati trovati svariati corpi, quasi tutti di bambini (fatto ancora più raro all’epoca), oltre a uno di un ventenne. Quello che gli studiosi non sono riusciti ancora ad interpretare è il motivo per cui un neonato di meno di sei mesi fosse stato coperto di ocra, e quello del ragazzo fosse in posizione eretta, seppellito inizialmente fino alle ginocchia e lasciato decomporre all’aria prima di essere definitivamente coperto di terra.
Pare che una tale pratica fosse comune in alcune zone del Nord della Russia, e dunque si potrebbero supporre rapporti tra le due aree geografiche. A Est però la popolazione si era già convertita all’agricoltura e aveva perso le abitudini nomadi. Le analisi adesso metteranno in luce eventuali malattie che hanno causato la morte dei ritrovati e, quindi, aiuteranno a capire anche quali fossero usi e abitudini di avi di cui sappiamo ancora poco.

Federica Polidoro

 

 

CONDIVIDI
Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.