Lo Strillone: Tiziano Sclavi e i trent’anni di Dylan Dog su La Lettura. E poi Pantheon a pagamento, crollo a Pompei

“Vorrei essere lui – dice oggi il suo creatore, autore di un western in seconda media e di uno 007 per uso personale – dal punto di vista fisico. Ma anche mentale: non è che la mia testa funzioni benissimo”. Dylan Dog quest’anno compie trent’anni, il primo episodio uscì il 26 settembre 1986: e su […]

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Vorrei essere lui – dice oggi il suo creatore, autore di un western in seconda media e di uno 007 per uso personale – dal punto di vista fisico. Ma anche mentale: non è che la mia testa funzioni benissimo”. Dylan Dog quest’anno compie trent’anni, il primo episodio uscì il 26 settembre 1986: e su La Lettura Antonio D’Orrico intervista proprio lui, il creatore Tiziano Sclavi: all’inìzio ci fu Edgar Allan Poe? Domanda. “L’ho letto che avevo sei anni, nel 1959. Lessi tutto quello che scrisse, perfino Genesi di un poema, la noiosissima storia del Corvo. Quando ero piccolo, mi piacevano tutte le storie misteriose, sanguinarie, le favole più truci. Le trovavo molto educative. Ora la mia nipotina ha addirittura paura a vedere l’innocuo Frozen”. Non legge romanzi horror… “No, a parte il grande Stephen King. I miei preferiti di King sono Misery, It che è una Divina Commedia dell’orrore, L’ombra dello scorpione. Ma sono un lettore lentissimo. È una cosa triste il numero di libri che possiamo leggere in una vita. Se la vita è lunga, uno può leggere al massimo tremila libri. Credo di aver già raggiunto questo tetto e perciò morirò presto”. È un poeta, Dylan Thomas, che ha dato il nome a Dylan Dog. “Sì, Dylan viene da lì e non da Bob Dylan come tutti pensano. Mi piacevano molto le poesie di Dylan Thomas. Mi piaceva anche la sua vita, il fatto che fosse alcolizzato, un dannato, un maledetto. Cose di quando ero ragazzo. I cantautori li ho amati tantissimo. Quando è morto De André è stato un lutto tremendo. Sono rimasto sconvolto. In casa me l’hanno tenuto nascosto per due settimane”.

Dal Pantheon alle biblioteche arriva il ticket sulla bellezza. La Repubblica commenta l’annuncio di Franceschini: “‘In Europa tutti lo fanno’. II biglietto costerà quattro euro, l’accordo con il Vicariato è stato gia firmato, e forse attorno al Colonnato, dove oggi staziona un lucroso suk di bancarelle, verranno ripristinate le cancellate che nell’800 ne proteggevano l’accesso, come dimostrano le antiche foto degli Alinari. Il Pantheon di Roma, ex tempio pagano, poi basilica cristiana, e poi ancora sacrario di re e regine, tomba di Raffaello e di Annibale Carracci, diventerà a pagamento”. Cede una colonna e chiude parte di Pompei: Il Sole 24 Ore aggiorna sul nuovo problema del sito archeologico, dove “ha ceduto una porzione di pietra lavica di una colonna di una casa poco oltre Porta Marina”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.