Lo Strillone: ingressi alle Grotte di Altamira solo per ricconi che possano comprarli all’asta su La Repubblica. E poi Domenica al Museo, Bill Viola

Si può mettere all’asta un bene così prezioso da essere stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità? Domanda retorica, ma neanche troppo: se la pone La Repubblica riguardo alle Grotte di Altamira, annunciando che il governo regionale della Cantabria “convinto che non si stia facendo tutto il possibile per sfruttare al meglio dal punto di vista […]

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Si può mettere all’asta un bene così prezioso da essere stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità? Domanda retorica, ma neanche troppo: se la pone La Repubblica riguardo alle Grotte di Altamira, annunciando che il governo regionale della Cantabria “convinto che non si stia facendo tutto il possibile per sfruttare al meglio dal punto di vista turistico questo gioiello dell’arte rupestre – la ‘cappella sistina del Paleolitico’, come è stata ribattezzata – pensa alla distribuzione di ‘pass vip’, alla portata solo di appassionati milionari, che consentano di accedere alla grotta di Santillana del Mar nel rispetto dei rigidi limiti stabiliti dagli scienziati”. Immancabili le proteste: da Podemos fanno sapere che la messa all’asta dei “pass vip” “instaura una categoria di disuguaglianza che è diametralmente opposta ai valori che il titolo di patrimonio dell’umanità concesso nel 1985 implica”.

Il successo di Domenica al Museo ha generato il sospetto che questo sia dovuto solo alla gratuità e che l’amore per l’arte sbocci solo quando non si paga”. Lo nega Filippo Del Como, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che con una lettera al Corriere della Sera sottolinea come sia “necessario fare invece una riflessione più approfondita per valutare il valore strategico dell’iniziativa: i dati rilevano che, da quando sono state istituite le domeniche gratuite ai musei, sono cresciuti in maniera sensibile i visitatori anche nelle giornate in cui vige la normale tariffa. La gratuità è un invito a sperimentare l’esperienza della visita al museo, senza alcuna barriera d’accesso”. “Una sola opera che, da sola, vale un saggio di storia dell’arte”. In questi termini Il Giornale parla di Isolde’s Ascension (The Shape of Light in the Space after Death), video di 10’30” di Bill Viola del 2005 che la Fondazione Palazzo Magnani presenta affiancandolo a un’Ascensione della Maddalena dipinta da Giovanni Lanfranco quasi 400 anni prima.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.