Lo Strillone: il futuro della Madonna del Parto di Piero della Francesca, fra Comune e Chiesa, su La Stampa. E poi Risorse per Roma, Palazzo Fortuny

“A differenza dei quadri, gli affreschi dovrebbero avere una collocazione permanente: la parete scelta dall’artista per realizzare l’opera”. Lapalissiano? Non sembra, e l’esempio lo fornisce da qualche decennio uno dei capolavori di uno dei genii assoluti del Rinascimento, ovvero La Madonna del Parto di Piero della Francesca. La Stampa aggiorna sulle ultime vicissitudini legate all’opera […]

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A differenza dei quadri, gli affreschi dovrebbero avere una collocazione permanente: la parete scelta dall’artista per realizzare l’opera”. Lapalissiano? Non sembra, e l’esempio lo fornisce da qualche decennio uno dei capolavori di uno dei genii assoluti del Rinascimento, ovvero La Madonna del Parto di Piero della Francesca. La Stampa aggiorna sulle ultime vicissitudini legate all’opera realizzata tra il 1450 e il 1465: “ancora oggi, dopo numerosi traslochi e una ventennale battaglia in Tribunale tuttora in corso, nessuno è in grado di dire dove sarà l’opera tra un anno. Oggi è a Monterchi, in provincia di Arezzo. L’ultimo ricorso risale a una decina di giorni fa, lo ha avviato il Comune per opporsi alla decisione del ministero dei Beni Culturali che ha stabilito che l’affresco è indissolubilmente legato alla cappella di Santa Maria in Nomentana, dove si trovava in origine, e che Comune e Diocesi sono entrambi ‘detentori’ dell’affresco”.

L’affitto milionario dell’ente romano che doveva cancellare gli sprechi. La Repubblica accende i riflettori su un nuovo scandalo scoppiato nella Capitale: Risorse per Roma, “la società che, per conto del Campidoglio, si occupa della vendita del patrimonio comunale considerato ‘non funzionale’, ha sede in piazzale degli Archivi, all’Eur, in un palazzo attualmente di proprietà dell’Inail dove, dal 2008, paga un affitto di 1 milione e mezzo di euro l’anno”. Arte al femminile a Palazzo Fortuny: Libero mette a fuoco la programmazione della straordinaria casa-museo veneziana, “che tra sete e stoffe preziose, affetti, passioni e storie d’amore, profondi legami familiari, pennellate liriche e avvolgenti, scalderà il cuore del pubblico che vorrà visitare le ben quattro esposizioni presentate nella nobile dimora fino al 13 marzo”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.