Lo Strillone: il bottino d’arte italiana dell’Armata Rossa a Berlino su Il Sole 24 Ore. E poi 15 anni di Wikipedia, Artisti 7607

Ci sarà un motivo per il quale la pagina culturale della domenica su Il Sole 24 Ore è da decenni la migliore del Paese? Perchè pubblica articoli come quello firmato oggi da Antonio Paolucci: una riflessione sul bottino d’arte italiana dell’Armata Rossa, dopo che nell’aprile del 1945 il maresciallo Zukov occupò Berlino. “Una imponente migrazione […]

Quotidiani
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Ci sarà un motivo per il quale la pagina culturale della domenica su Il Sole 24 Ore è da decenni la migliore del Paese? Perchè pubblica articoli come quello firmato oggi da Antonio Paolucci: una riflessione sul bottino d’arte italiana dell’Armata Rossa, dopo che nell’aprile del 1945 il maresciallo Zukov occupò Berlino. “Una imponente migrazione di opere d’arte dalla Germania occupata alla Russia. Tutto ciò che appariva di interesse archeologico o artistico sequestrato dagli ufficiali dell’Armata Rossa nelle collezioni private o nei palazzi pubblici, veniva sommariamente inventariato e spedito in patria. Soprattutto il Museo Pushkin di Mosca fu, fra il 1946 e il ’48, il destinatario di questo vasto trasferimento di opere d’arte oggi acquisite al demanio dello Stato”. E molte di queste opere sono di provenienza italiana, e recentemente sono finite in un libro di Victoria Markova, curatrice del Museo Pushkin, italianista di internazionale notorietà e prestigio: “123 dipinti, tutti per comprensibili ragioni praticamente inediti o solo raramente citati in pubblicazioni anteguerra. Tutti insieme fanno un corpus compatto, coerente, della pittura italiana fra Trecento e Settecento”. Il resto è decisamente da leggere sul giornale.

Domenica techno-socio-culturale per La Stampa, che festeggia il quindicesimo compleanno di Wikipedia, l’encicplopedia libera che avrà sì raccolto sfilze di critiche di pressapochismo e relativismo, ma ha comunque cambiato il modo di ottenere informazioni basic: “ha surclassato in pochi anni i giganti di carta come la Britannica o la Treccani rivalutando l’antico sistema multiautore”. Il dorso romano del Corriere della Sera si dedica alla guerra in corso sui diritti degli artisti: “Natale amaro per Elio Germano, Claudio Santamaria, Neri Marcorè e la Artisti 7607. Sotto l’albero trovano un’ordinanza del tribunale civile, depositata in cancelleria il 24 dicembre, che accusa l’ente da loro fondato di concorrenza sleale, condotta ostruzionistica e soprattutto lucro indebito perle presunte irregolarità sulle liste dei propri iscritti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.