Lo Strillone: i 5 siti archeologici più visitati del 2015 sul Corriere della Sera. E poi street art al museo a Bologna, qualifica dei restauratori, Pablo Echaurren

“Con i suoi 10 milioni di visitatori all’anno la Grande Muraglia cinese è il sito archeologico più visitato al mondo. Al terzo gradino c’è l’Esercito di terracotta collocato nel Mausoleo del primo imperatore Qin aXi’an, in Cina, con 4,5 milioni di visitatori. Fuori dal podio (ma per poco) le piramidi in Egitto con 4 milioni […]

Quotidiani
Quotidiani

Con i suoi 10 milioni di visitatori all’anno la Grande Muraglia cinese è il sito archeologico più visitato al mondo. Al terzo gradino c’è l’Esercito di terracotta collocato nel Mausoleo del primo imperatore Qin aXi’an, in Cina, con 4,5 milioni di visitatori. Fuori dal podio (ma per poco) le piramidi in Egitto con 4 milioni di turisti, mentre al quinto posto c’è il sito archeologico di Pompei con circa 2,4 milioni di ingressi”. E al secondo posto? Il Corriere della Sera dedica ampio spazio al successo dell’area Colosseo – Foro romano e Palatino, che nel 2015 ha registrato oltre sei milioni di ingressi (6,6 milioni). “Tutto questo nonostante l’emergenza terrorismo, che nelle ultime settimane ha rallentato gli ingressi con i controlli e i metal detector, e nonostante le polemiche sindacali o le proteste dei centurioni”.

Via dai muri, i graffiti in mostra. Ma così è ancora street art?”. Anche La Repubblica – citando Artribune – dedica spazio a Bologna dove “i murales di artisti diventati celebri vengono tolti dalle strade per finire in un’esibizione da museo, curata da un’importante istituzione cittadina. Una scelta già adottata in altre metropoli del mondo. E che ovunque fa discutere”. Restauratori, più tempo alla qualifica. È Italia Oggi ad informare che “viste le oltre 10mila domande presentate per l’acquisizione della qualifica di collaboratore restauratore, il termine dei lavori è prorogato al 29 febbraio 2016. È con l’avviso del ministero dei beni culturali del 22 dicembre 2015 che la commissione per la valutazione dei requisiti dei candidati all’acquisizione della qualifica di collaboratore restauratore – tecnico del restauro, ha richiesto una proroga di 60 giorni per il termine dei lavori, così come previsto dall’articolo 1, comma 3, del decreto direttoriale 23 aprile 2015 di istituzione della commissione stessa”. “La sua complessa biografia ultraquarantennale comprende una solida attività da collezionista di reperti futuristi e di bassi elettrici, di illustratore e fumettista, di caustico narratore di vicende legate al mondo dell’arte, di raffinato saggista e infine di pittore prolifico, decisamente esplosivo“. Sua di chi? di Pablo Echaurren, di cui Il Fatto Quotidiano recensisce la mostra “Contropittura”, allestita presso la GNAM di Roma (fino al 3 aprile 2016), a cura di Angelandreina Rorro.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.