Lo Strillone: Checco Zalone e i 14 milioni di incasso in 48 ore con Quo Vado? su La Stampa. E poi Pierre-Auguste Renoir, mio padre, polemiche in Umbria

È un semplice dato numerico relativo al riscontro di pubblico di un film – 14 milioni di incasso in sole 48 ore di programmazione -, ma in breve è diventato un caso cultural-sociologico, che sta tenendo vivo il dibattito in questi giorni ancora semi-festivi. La Stampa riferisce che “Checco Zalone con il suo Quo Vado? […]

Quotidiani
Quotidiani

È un semplice dato numerico relativo al riscontro di pubblico di un film – 14 milioni di incasso in sole 48 ore di programmazione -, ma in breve è diventato un caso cultural-sociologico, che sta tenendo vivo il dibattito in questi giorni ancora semi-festivi. La Stampa riferisce che “Checco Zalone con il suo Quo Vado? raddoppia giorno dopo giorno, stracciando 007 e il suo mirabolante Spectre con i 12 milioni di incasso raccolti in due mesi. Oltre al premier Renzi e al ministro Franceschini che si congratula via Twitter, gli spettatori hanno apprezzato la storia dell’impiegato che, cresciuto nel mito del posto fisso, perdendolo si inventa di tutto pur di conservare la poltrona. Il comico pugliese si avvia a battere il record di Sole a catinelle, secondo incasso Italiano di sempre con 52 milioni di euro”.

È un capolavoro di affetto, di delicatezza e di intelligenza”. Pietro Citati tesse sul Corriere della Sera gli elogi di “Renoir, mio padre”, il libro Adelphi “che Jean Renoir, il famoso regista della Grande illusione, ha dedicato al padre, Pierre-Auguste Renoir, che dipinse migliaia di fiori, di bambini e di donne. Di rado abbiamo visto una persona con tanta intensità e immediatezza. Eccolo lì, Pierre-Auguste Renoir, seduto sulla sua poltrona a rotelle: o mentre cammina per le strade di Parigi e del Midi. Sorride con un meraviglioso sorriso, che illumina le cose, le persone e noi che leggiamo”. Salvate le logge di Gubbio: La Repubblica informa delle polemiche scoppiate in Umbria sulla trasformazione dell’antico opificio del Seicento delle Logge dei Tiratori dell’Arte della Lana in Centro Congressi. Battaglia sporata anche dal Presidente della Repubblica Mattarella.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.