Il viaggio segreto di Angela Merkel in Italia. Ma l’arrivo della cancelliera nel Polesine è solo una bufala “cattelaniana” dell’artista Andrea Dodicianni

Angela Merkel in viaggio in Italia, nel Polesine. Come? Possibile che non se ne sia saputo nulla, che non siano accorse troupe televisive e frotte di giornalisti? Possibile, dal momento che la ragione della visita sarebbe molto privata, ovvero una devozione molto sentita per San Bellino, santo protettore di Adria e Rovigo. Ma veramente, con […]

Angela Merkel nella mostra di Andrea Dodicianni

Angela Merkel in viaggio in Italia, nel Polesine. Come? Possibile che non se ne sia saputo nulla, che non siano accorse troupe televisive e frotte di giornalisti? Possibile, dal momento che la ragione della visita sarebbe molto privata, ovvero una devozione molto sentita per San Bellino, santo protettore di Adria e Rovigo. Ma veramente, con tutti i problemi che deve affrontare, con le polemiche sempre più accese per la gestione degli immigrati, acuite dalle violenze di Capodanno, la cancelliera tedesca non trova di meglio che filarsela nell’agreste e nebbiosa provincia italiana?
No: infatti è tutta una bufala. Ben confezionata, ma una bufala, o forse meglio un progetto artistico dichiaratamente “cattelaniano”. Responsabile, l’artista Andrea Dodicianni, che per giorni è riuscito a farlo credere ad un’intera provincia, grazie a manifesti pubblicitari comparsi nel comune di Adria con la figura di Frau Merkel e in sovrimpressione la scritta che non lasciava spazio all’immaginazione: “Angela ad Adria”. Il tutto supportato – per l’aspetto religioso – da citazioni, foto, link, chiaramente creati ad arte. Con i giornali locali che si scatenano a rilanciare la notizia, chiedendone spiegazione in primis al sindaco che ovviamente smentisce di esserne a conoscenza e bolla il tutto come “bufala”.
La mattina stabilita ecco arrivare l’ultimo scoop, un fantomatico scatto rubato in cattedrale che testimonierebbe l’arrivo di Frau Merkel: e un rimando ad un incontro pubblico il pomeriggio stesso in una sala comunale. Alle 15 in punto l’apertura delle porte, la locandina ufficiale della mostra “Ich liebe Angela”, e le facce incredule della gente che fuori aspettava di vedere…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.