Il Guggenheim Museum apre a Torino? No, ma raddoppia a Venezia. Blitz piemontese del direttore Richard Armstrong

Il modello Torino? “Per carità, tenete segreta questa formula come fosse quella della Coca-Cola. Siete già stati troppo generosi in passato”. Se il capoluogo piemontese avesse potuto scegliere come iniziare al meglio il 2016, difficilmente avrebbe potuto chiedere di più: prima il New York Times che piazza la città fra le 52 da non perdersi […]

Richard Armstrong (foto David Heald)

Il modello Torino? “Per carità, tenete segreta questa formula come fosse quella della Coca-Cola. Siete già stati troppo generosi in passato”. Se il capoluogo piemontese avesse potuto scegliere come iniziare al meglio il 2016, difficilmente avrebbe potuto chiedere di più: prima il New York Times che piazza la città fra le 52 da non perdersi nel 2016 nel mondo. Ora il direttore di uno dei più prestigiosi musei globali – anzi, network museali – che arriva a Torino e ne tesse gli elogi in termini di istituzioni e di persone che le animano. Di chi parliamo? Del direttore del Guggenheim Richard Armstrong, arrivato in città per una fitta tre giorni dedicata a una visita privata alla Fondazione Sandretto, un incontro con la direttrice di Gam e Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev e poi con il sindaco Fassino.
A riferire tutto è il quotidiano La Stampa, che è riuscito a incontrarlo e a mettere in pagina le sue stesse parole: nelle quali tornano le lodi per le tante “persone che amano l’arte come John, Lavinia e Ginevra Elkann, Francesca e Giuseppe Lavazza, e poi donne come Patrizia Sandretto Re Rebaudengo”. Ma nelle quali, a sorpresa, la notizia più clamorosa non riguarda Torino, ma Venezia: “stiamo per rafforzare di parecchio gli spazi della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia. Abbiamo preso il palazzo adiacente e lì daremo vita a un grande ristorante e sposteremo il Museum Shop e altri servizi. In questo modo libereremo migliaia di metri quadri che saranno occupati dalle opere”. Deluso forse chi si aspettava una visita che preannunciasse un impegno del Guggenheim in città: ma le novità sul fronte veneziano sono importanti…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.