540mila visitatori in tre mesi. Si chiude con un grande successo la prima edizione della Biennale di Architettura di Chicago: e già si pensa al 2017

“Il successo della Biennale sta nei collegamenti straordinari che ha prodotto a diverse scale, tra progettisti e pubblico, tra istituzioni culturali e iniziative didattiche, tra Chicago e il mondo. L’accoglienza entusiastica della Biennale conferma che esiste una travolgente fascinazione per l’architettura e per i suoi possibili scenari futuri“. Si è concluso solo pochi giorni il […]

Chicago Architecture Biennial - photo Léa-Catherine Szacka
Chicago Architecture Biennial - photo Léa-Catherine Szacka

Il successo della Biennale sta nei collegamenti straordinari che ha prodotto a diverse scale, tra progettisti e pubblico, tra istituzioni culturali e iniziative didattiche, tra Chicago e il mondo. L’accoglienza entusiastica della Biennale conferma che esiste una travolgente fascinazione per l’architettura e per i suoi possibili scenari futuri“. Si è concluso solo pochi giorni il primo esperimento nordamericano di Biennale di Architettura, in scena a Chicago dal 3 ottobre 2015 al 3 gennaio 2016. Diretta dall’istrionico Joseph Grima, in collaborazione con Sarah Herda, ha ottenuto, da subito, un immediato riscontro di pubblico e un’imponente eco mediatica. Gratuita in tutte le sue moltissime locations, sparse per la città, a partire dalla sede ammiraglia del Chicago Cultural Center, prendeva il titolo di questa prima edizione – The State of the Art of Architecture – da una conferenza organizzata nel 1977 da Stanley Tigerman.
La Biennale, in numeri: 120 gli studi di architettura in mostra, provenienti da più di 30 paesi, 93 i progetti esposti, 540mila i visitatori, 114 le istituzioni culturali coinvolte, 313 i programmi presentati, 67 le mostre partner, 10mila gli studenti che hanno collaborato con la Fondazione Chicago Architecture. Un successo tale che già si parla della prossima edizione, confermata per l’autunno 2017, anche se date ufficiali, leadership e tema saranno annunciati solo nei prossimi mesi.

Giulia Mura

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.