Paolo Baratta confermato presidente della Biennale di Venezia. Manca solo la ratifica, ma c’è la promozione del ministro Franceschini: “ha fatto un lavoro straordinario”

L’idea era sul tavolo da tempo, ma ora – anche se mancano i crismi dell’ufficialità – arriva una decisa accelerazione: quella che, salvo imprevedibili e malaugurati contrattempi, porterà alla conferma di Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia per il suo quarto mandato. L’accelerazione porta infatti la “firma” del ministro dei Beni Culturali Dario […]

Paolo Baratta
Paolo Baratta

L’idea era sul tavolo da tempo, ma ora – anche se mancano i crismi dell’ufficialità – arriva una decisa accelerazione: quella che, salvo imprevedibili e malaugurati contrattempi, porterà alla conferma di Paolo Baratta alla presidenza della Biennale di Venezia per il suo quarto mandato. L’accelerazione porta infatti la “firma” del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che il 16 dicembre – a margine della presentazione del progetto Anas su case cantoniere e turismo sostenibile – ha riservato poche ma forse decisive parole al futuro dell’istituzione lagunare.
Ho già inoltrato la proposta formale di riconferma di Baratta alla Bienniale alle commissioni parlamentari”, ha annunciato, “in questi anni ha fatto un lavoro straordinario, dunque mi sembra giusta una riconferma. Ci arriviamo”. L’iter dovrebbe essere alquanto rapido, anche in considerazione del fatto che il parere delle due Commissioni (Camera e Senato) non è vincolante, per cui il Governo potrebbere precedere comunque con la nomina. Del resto, la volontà del ministro era apparsa così forte da fargli chiedere l’inserimento di un mini-emendamento nel decreto di riforma degli Enti Locali, che consentisse il rinnovo.
Il diretto interessato mantiene un rispettoso silenzio, in attesa dei pronunciamenti istituzionali: ma in passato non ha mai negato di vedere con favore una possibile conferma, che gli consentirebbe di perfezionare il lavoro avviato a Ca’ Giustinian. E per una volta, nell’Italia dei “partiti” sempre contrapposti, si fatica a scorgere qualcuno che potrebbe non essere d’accordo…

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Caro Paolo.., o forse sarebbe più opportuno un… Gentile Paolo Baratta (visto che nessuno purtroppo ci ha mai presentati) mi promette però che se la rieleggono ancora una volta come Presidente della Biennale mi concede, per cortesia, nuovamente il pass, il mio accredito, che sono 6 anni che mi ha sospeso? In fondo solo per un urletto artistico. Ha visto che l’ultima volta (ultima Biennale di Venezia) come promesso ho fatto il bravo e non ho disturbato a nessuna conferenza.

    • Stefano

      E che urli ha fare, sai che son tutti sordi dalle fregnacce che si dicono!