Natale all’Auditorium di Roma. Dopo le polemiche della scuola di Rozzano, Gianni Piacentini gioca con l’icona del presepe, tra performance e installazioni

I doni, i dolciumi, il presepe, un tappeto di pecorelle e Roma in festa, nonostante la morsa dei problemi eterni e quotidiani. Gianni Piacentini mette insieme una serie di cliché, per costruire la sua mostra di Natale all’Auditorium, curata da Anna Cestelli Guidi. Performance e installazioni, come accumulazioni di segni pop, ricalcano l’atmosfera gioiosa di dicembre, tra micro […]

Gianni Piacentini - Tutti benino

I doni, i dolciumi, il presepe, un tappeto di pecorelle e Roma in festa, nonostante la morsa dei problemi eterni e quotidiani. Gianni Piacentini mette insieme una serie di cliché, per costruire la sua mostra di Natale all’Auditorium, curata da Anna Cestelli Guidi. Performance e installazioni, come accumulazioni di segni pop, ricalcano l’atmosfera gioiosa di dicembre, tra micro deviazioni, partecipazione corale e una serie di input che spingono alla riflessione e alla condivisione.
E proprio all’indomani delle infinite polemiche esplose a Rozzano, nel conflitto tra laicisti iconoclasti e cattolici tradizionalisti, il presepe è un motivo che ritorna, stavolta in chiave espositiva: un’icona tramutata in racconto anomalo e lieve, a cui il pubblico è invitato a collaborare.
Così è per il gregge di pecore che invade lo spazio espositivo, a cui ogni visitatore aggiungerà – spostando e combinando a piacere – altre pecore-feticcio ricevute all’ingresso. C’è poi una parete ricoperta dai packaging colorati di diverse pasticcerie romane, a celebrare il rito natalizio della tavola, e un’altra parete ricoperta da mappe della città, una vera e propria carta da parati in stile liberty: la raccolta di casette impacchettate, anche queste cimeli del presepe, trova senso (polemico) nella frase al margine “una casa non si nega a nessuno”. E il tema spinoso dell’edilizia popolare fa capolino, nell’edulcorata sceneggiatura festosa.
Il topos centrale ritorna in altre sculture e anche in un’azione condotta dall’artista stesso: con Presepe vivente – disarmato e disarmante, opera replicata ogni anno in varie sedi, fin dal 2007, Piacentini mette in scena il suo presepe vivente, usando giusto le sue dita: un rituale intimo, una favola breve, donata a uno o due spettatori per volta.

Helga Marsala

Opening: 8 dicembre 2015, ore 19
fino al 10 gennaio 2016
AuditoriumArte – Auditorium Parco della Musica di Roma – Via Pietro de Coubertin, 30
www.auditorium.com

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.