Musica per riscattare la periferia di Napoli. Il Teatro San Carlo crea un’Orchestra Giovanile nell’ex-fabbrica della Cirio di San Giovanni a Teduccio

In un tempo in cui i teatri vivono una crisi di risorse, il San Carlo di Napoli si è fatto promotore di un progetto incentrato sulla creazione di un’Orchestra Giovanile. In un’area di periferia, quella della Napoli Est di San Giovanni a Teduccio, l’ex-fabbrica della Cirio a Vigliena è stata riconvertita nella struttura che oggi […]

Il Teatro San Carlo di Napoli

In un tempo in cui i teatri vivono una crisi di risorse, il San Carlo di Napoli si è fatto promotore di un progetto incentrato sulla creazione di un’Orchestra Giovanile. In un’area di periferia, quella della Napoli Est di San Giovanni a Teduccio, l’ex-fabbrica della Cirio a Vigliena è stata riconvertita nella struttura che oggi ospita i Laboratori artistici del San Carlo, che con questo progetto potranno diventare la sede privilegiata del Corso Superiore di Tecnica Orchestrale per giovani musicisti a cui il Teatro intende offrire un’occasione di riscatto sociale attraverso l’insegnamento della prassi esecutiva sinfonica. Un laboratorio concepito come una bottega, che ricorda quella prestigiosa pratica settecentesca che ha esportato nel mondo una produzione artigianale del fare musica “a regola d’arte”.

EDUCAZIONE MUSICALE DELLA COLLETTIVITÀ
Con l’Orchestra Academy di Vigliena, il San Carlo getta le basi per una riqualificazione della periferia urbana a partire dal fulcro della sua missione culturale: “la diffusione dell’arte musicale e l’educazione musicale della collettività”. Una vocazione accademica, quella del San Carlo, che parte da una Scuola che ha esportato nel mondo uno stile unico e ben riconoscibile, grazie alla costruzione di un suono “condiviso” e caratterizzato da una propria cifra stilistica, segnata da una lunga storia interpretativa e da una pratica orchestrale coltivata nell’ambito di una tradizione che conta quasi tre secoli di vita. Una storia che ripercorre le tappe salienti di un viaggio che porta il Lirico, insieme alla sua Orchestra, capitanata da una squadra di straordinari direttori e musicisti, a solcare i territori dell’oltre, con una visione ampia e lungimirante, capace di attraversare i confini di genere per attingere nuova forza e vitalità artistica, capace di intercettare il gusto del pubblico, per poi trasformarlo, modificando il tessuto stesso della società: fin dal 1737, quando Napoli era al centro dei fermenti artistici, culla di sperimentazioni e innovazioni che hanno reso celebre la “capitale europea della musica e delle arti”.

IL TEATRO SAN CARLO PUNTA SULLE ECCELLENZE “DI CASA”
Il Teatro San Carlo punta sulle eccellenze “di casa”, affidando il Corso Superiore di Tecnica Orchestrale alle prime parti della sua Orchestra, che seguiranno i ragazzi passo dopo passo, durante le lezioni che si svolgeranno nell’arco di 5 mesi, attraverso un’esperienza formativa intensa, che li condurrà nel vivo della pratica esecutiva con l’obiettivo finale di offrire loro diverse opportunità professionali. Con la direzione artistica di Gabriele Ferro, che curerà la pianificazione delle attività, in base ad una programmazione sinfonica e lirica da lui tracciata, e che guiderà poi l’Orchestra Academy del Teatro San Carlo a confrontarsi sul palcoscenico del Lirico più antico d’Italia, da un concerto inaugurale al San Carlo, fino ad una serie di rappresentazioni e concerti nelle città dei Paesi del Mediterraneo coinvolte nel progetto stesso. In parallelo , il San Carlo ha indetto una selezione finalizzata all’accertamento dell’idoneità artistica per partecipare ad un “Corso Superiore di Tecnica Orchestrale” volto alla formazione orchestrale così articolata: 16 violini – 6 viole – 5 violoncelli – 4 contrabbassi – 2 flauti – 2 oboi – 2 clarinetti – 2 fagotti -2 corni – 2 trombe- 2 tromboni – 1 basso tuba – 1 timpanista – 2 percussionisti.

– Giuseppe Pennisi

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.