Lo Strillone: la tecnologia che sta svecchiando i templi della cultura su La Repubblica. E poi Caravaggio hi-tech a Palermo, Star Wars raccontato da Harrison Ford

“Visori immersivi, robot-guide e tavoli interattivi. Purché pensati per coinvolgere e (anche) divertire il pubblico. Da Bolzano a New York ecco come la tecnologia sta svecchiando i templi della cultura”. La domenica de La Repubblica è dedicata a un ampio focus sul fenomeno dello Smart Museum: “oggi c’è chi si cimenta in app sempre più […]

Quotidiani
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Visori immersivi, robot-guide e tavoli interattivi. Purché pensati per coinvolgere e (anche) divertire il pubblico. Da Bolzano a New York ecco come la tecnologia sta svecchiando i templi della cultura”. La domenica de La Repubblica è dedicata a un ampio focus sul fenomeno dello Smart Museum: “oggi c’è chi si cimenta in app sempre più complesse e chi in teatri virtuali sempre più sofisticati assoldando specialisti di Hollywood. C’è chi sperimenta il visore immersivo Oculus Rift per ‘far uscire’ personaggi e colori dai quadri, e chi usa i Google Glass per arricchire le tradizionali audioguide con video e ricostruzioni virtuali. In ciò Digital Think-in ha mostrato una volta di più che le eccellenze italiane competono validamente con i campioni stranieri. Si sono viste, tra l’altro, le cuffie immersive che il Museo civico di Bolzano utilizza per descrivere le opere con i suoni, e il robot Virgil che guida i visitatori tra le stanze chiuse al pubblico del castello di Racconigi”.

Caravaggio hi-tech a Palermo. L’argomento del giorno è trattato anche dal Corriere della Sera, secondo cui “il riscatto di una città ancora popolata da padrini sempre braccati e sempre più spesso catturati può cominciare dall’oratorio di San Lorenzo, il gioiello barocco da dove i boss di Cosa nostra fecero sparire un Caravaggio da 20 milioni di euro, la Natività rubata in una notte tempestosa del 1969 e mai più ritrovata. Quella nicchia da due metri per tre sull’altare impreziosito dagli stucchi del Serpotta da ieri, infatti, non è più uno spazio vuoto perché offre di nuovo il miracolo dei chiaro scuri e dei bagliori accecanti della struggente natività fra i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi. O, meglio, di una copia perfetta, realizzata ad alta tecnologia”. “Star Wars? Per voi è un mito, per me un lavoro“. Parola di Harrison Ford, intervistato da La Stampa: “il titolo del film è talmente ovvio che non bisogna nemmeno menzionarlo. Solo i fan che si prenotano online e restano in coda almeno 24 ore, con flessibilità per chi lavora, riceveranno almeno un biglietto. E così eccoli, appostati lì da sabato scorso davanti al Chinese Theater dove nel 1977 debutto Guerre stellari, il piccolo film di fantascienza di un certo George Lucas del quale la Fox non sapeva bene che farsene”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.