Lo Strillone: il cemento avanza sotto Villa La Rotonda del Palladio su La Repubblica. E poi il governo attira i filantropi, Joan Mirò a Villa Manin

“Il suo nome è Valletta del Silenzio, per il senso di pace che questo lembo di paesaggio veneto custodisce sotto La Rotonda, la villa disegnata da Andrea Palladio fra il 1565 e il 1569. Continuerà a chiamarsi così anche quando verrà smontato il cantiere aperto nell’ottobre scorso e che trasformerà una stradina di campagna in […]

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Il suo nome è Valletta del Silenzio, per il senso di pace che questo lembo di paesaggio veneto custodisce sotto La Rotonda, la villa disegnata da Andrea Palladio fra il 1565 e il 1569. Continuerà a chiamarsi così anche quando verrà smontato il cantiere aperto nell’ottobre scorso e che trasformerà una stradina di campagna in una strada con marciapiedi, dissuasori anti velocita e pali d’illuminazione, affiancandole un parcheggio, una pista ciclabile, un’area per il pic-nic?”. Inizia così l’articolo con cui La Repubblica segnala il cemento che avanza sotto la villa del Palladio: interventi che “inquietano cittadini e associazioni che inviano esposti al ministero per i Beni culturali, alla sottosegretaria Borletti Buitoni, all’Unesco e al Comune di Vicenza, artefice dell’iniziativa. Protestano contro un intervento nato per migliorare l’accessibilità alla villa palladiana, e perciò finanziato dal Mibact, e risoltosi invece – questa la denuncia – in una sistemazione stradale che non riguarda le visite al monumento e che serve soprattutto chi abita in questi luoghi, chi frequenta un campo di calcio lì vicino e che, soprattutto, rischia di stravolgere un paesaggio fatto di natura e di architettura, trasformandolo in una sciatta periferia urbana”.

C’è un piano del governo per attirare i filantropi. Ne parla Il Foglio, che tratteggia il progetto per “la creazione nei prossimi mesi di un istituto pubblico-privato per riunire filantropi italiani e fondazioni sotto un’unica entità. Vincenzo Manes, consulente ad personam e pro bono del presidente del Consiglio Matteo Renzi in materia di sociale e Terzo settore, è l’ideatore della futura Fondazione Italia per l’economia sociale che si propone di aggregare soggetti privati e risorse finanziarie per sostenere progetti di rilevanza nazionale”. L’icona senza icone. Così il Corriere della Sera definisce Joan Mirò, presentando la mostra che a Villa Manin di Passariano “rievoca i due atelier della sua maturità. Una fama basata su uno stile accessibile e riconoscibile. In totale contraddizione con la sua personalità”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.