Lo Strillone: Franceschini, Saviano e la questione Boschi su Il Fatto Quotidiano. E poi il logo per Roma 2024, Teatro alla Scala di Milano

“Mi sembra assolutamente fuori luogo associare l’autorevolezza acquisita in altri campi per emettere sentenze senza fondamento“. Le parole – riportate da Il Fatto Quotidiano – sono del ministro Franceschini, gli “altri campi” sono quelli della scrittura e dell’editoria, e l’oggetto di quello che viene definito “lodo” è Roberto Saviano e la sua precisa presa di […]

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Mi sembra assolutamente fuori luogo associare l’autorevolezza acquisita in altri campi per emettere sentenze senza fondamento“. Le parole – riportate da Il Fatto Quotidiano – sono del ministro Franceschini, gli “altri campi” sono quelli della scrittura e dell’editoria, e l’oggetto di quello che viene definito “lodo” è Roberto Saviano e la sua precisa presa di posizione sul presunto conflitto di interessi di Maria Elena Boschi. “Non si è forse sempre occupato, Saviano, di politica e malaffare?”, domanda Paolo Di Paolo nella lettera aperta al ministro dei Beni Culturali. “Ha giudicato le parole di Saviano su Banca Etruria come ‘sentenze senza fondamento’. Di Pasolini avrebbe detto lo stesso? C’è dunque qualcosa di ipocrita, devo dedurre, nelle celebrazioni per il quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini. Lei ne è stato protagonista, facendo – sempre se non ho frainteso – l’elogio della libertà intellettuale di Pasolini, con tanto di mea culpa sul non averlo capito fino in fondo. Anche Pasolini avrebbe dovuto rimanere negli ‘altri campi’? E invece quel pluricitato (anche a sproposito) ‘Io so’ era avvalorato da una ragione che forse le pare inaccettabile: ‘Io so, perché sono uno scrittore’“.

Abbiamo scelto il bianco, rosso e verde perché questa non è un candidatura di Roma ma dell’Italia”. Il Sole 24 Ore presenta il logo per Roma 2024 affidandosi alle parole del presidente del Coni Giovanni Malagò: così Roma si prepara alla volata verso settembre 2017, quando a Lima verrà scelta la città che ospiterà le Olimpiadi del 2024. Ma le polemiche sulle scelte grafiche già si scatenano. Da Roma a Milano, ancora Il Sole 24 Ore: che aggiorna sui conti del Teatro alla Scala di Milano, registrando “il sostegno, per i prossimi cinque anni, di due nuovi partner privati, gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana e l’azienda tedesca Kuehne+Nagel, big internazionale nel settore della logistica e dei trasporti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.