Jeff Koons accusato di violazione di copyright. Negli anni ’80 utilizzò la fotografia di una pubblicità di gin per un suo dipinto, senza dare un centesimo al legittimo proprietario 

Dopo Marina Abramovic accusata dal suo ex compagno di aver violato le condizioni di un contratto del 1999, stavolta chi rischia di finire in tribunale è Jeff Koons per violazione di copyright. Il principe della pop art americana è stato accusato di aver utilizzato l’immagine della pubblicità di un gin, risalente agli anni Ottanta, senza aver chiesto […]

Jeff Koons, I Could Go for Something Gordon's, 1986

Dopo Marina Abramovic accusata dal suo ex compagno di aver violato le condizioni di un contratto del 1999, stavolta chi rischia di finire in tribunale è Jeff Koons per violazione di copyright. Il principe della pop art americana è stato accusato di aver utilizzato l’immagine della pubblicità di un gin, risalente agli anni Ottanta, senza aver chiesto l’autorizzazione né pagato i crediti al suo autore, il fotografo newyorkese Mitchel Gray, che si sarebbe accorto del “furto” soltanto lo scorso luglio. La foto, che ritrae una donna seduta accanto ad un uomo in spiaggia, mentre dipinge un quadro su un cavalletto, fu riprodotta pari pari da Koons nel dipinto ad olio del 1986 I Could Go For Something Gordon’s, parte di una serie realizzata per la mostra Luxury and Degradation.
A distanza di trent’anni, il querelante chiede i danni – non specificati – e qualsiasi profitto che Jeff Koons abbia ricevuto dall’aver utilizzato l’immagine. Ma oltre all’artista è stata chiamata in causa anche la casa d’aste Phillips, rea di aver venduto l’opera – di cui esistono due copie, oltre ad un’artist’s proof – per oltre 2 milioni di dollari nel 2008; mentre ancora non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte di Jeff Koons, il portavoce della auction house newyorkese ha dichiarato, invece, la convinzione che a Phillips non sia imputabile alcuna responsabilità.

– Marta Pettinau 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.