Il 2016 della Fondazione Prada a Milano. Da Alejandro Iñárritu a Thomas Demand: pronto il programma delle nuove attività, tra arte e cinema

LA LISTA DI INARRITU. UNA RASSEGNA DI FILM, SCELTI DAL REGISTA MESSICANO Anno nuovo, nuovo programma culturale. La Fondazione Prada ha già pronto il suo planning di attività milanesi per i primi 8 mesi del 2016, col consueto sguardo internazionale e la passione antica per le contaminazioni, sperimentando sui linguaggi, i temi, i display. C’è […]

Alejandro González Iñárritu
Alejandro González Iñárritu

LA LISTA DI INARRITU. UNA RASSEGNA DI FILM, SCELTI DAL REGISTA MESSICANO
Anno nuovo, nuovo programma culturale. La Fondazione Prada ha già pronto il suo planning di attività milanesi per i primi 8 mesi del 2016, col consueto sguardo internazionale e la passione antica per le contaminazioni, sperimentando sui linguaggi, i temi, i display.
C’è il cinema, innanzitutto, in questo piccolo ma serrato e sofisticato menu. Si parte infatti il 13 gennaio con una rassegna cinematografica dal titolo “Flesh, Mind and Spirit”, ideata dal regista messicano Alejandro González Iñárritu, in collaborazione con Elvis Mitchell, critico cinematografico e curatore del Los Angeles Museum of Art Film. Fino al 1 febbraio, tutti i giorni (tranne il martedì) il Cinema della Fondazione proietterà gratuitamente una serie di titoli che nel tempo hanno influenzato, sedotto, appassionato Iñárritu: “Nonostante la natura estremamente eclettica di questa selezione, si può trovare un elemento in comune: le esperienze ricche di emozioni che i diversi film riescono a suscitare. Tutti hanno provocato in me appetiti che non avrei mai immaginato di avere”. Tre le categorie – Fresh, Mind, Spirit – che racchiudono i molti titoli scelti: da I pugni in tasca (1965) a L’anno scorso a Marienbad (1961), passando per Ordet (1955) e Mother and Son (1997). Apertura speciale con un lungometraggio d’epoca: Lonesome (1928) di Pál Fejös sarà accompagnato da un’esecuzione musicale live.

Lo strano caso Baldessari-Giacometti alla Fondazione Prada
Lo strano caso Baldessari-Giacometti alla Fondazione Prada

DALLA COLLEZONE AI NUOVI PROGETTI. TRE MOSTRE IN FONDAZIONE
Il 4 febbraio sarà la volta di “To the Son of Man Who Ate the Scroll”, progetto dell’artista polacca Goshka Macuga, concepito appositamente per  gli spazi del Podium e della Cisterna. Memoria naturale e artificiale, conoscenza, arte della retorica: il campo d’indagine è ampio e affronta le questioni dell’esistenza e del linguaggio attraverso passaggi fondamentali, dal concetto di tempo ai processi di categorizzazione di materiali e informazioni.
Dal 17 marzo al 28 agosto una collettiva, curata dall’artista Thomas Demand, si estenderà fra i due livelli della galleria Nord. “L’image volée” – che si avvale di un allestimento dello scultore Manfred Pernice – indaga l’essenza del rapporto tra originale e copia, tra ispirazione e modello, originalità e furto, citazione, appropriazione e cifra personale. L’assunto di partenza: tutti gli artisti, in un modo o nell’altro, hanno sempre creato le proprie opere a partire da iconografie note. Appropriandosi dell’esistente, metabolizzandolo, modificandolo, per partorire forme ed intuizioni nuove.
Fino al 1 maggio 2016 si prolunga infine la mostra “An Introduction”, attualmente in corso tra la galleria Sud e il Deposito, un percorso espositivo con opere della Collezione Prada, che si chiude con l’installazione di John Baldessari The Giacometti Variations (2010).

www.fondazioneprada.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.