Ecco tutto il programma del Monk, il posto della musica alternativa a Roma. Che punta in alto con grandi nomi, dagli Asian Dub Foundation a Iosonouncane

C’era una volta La Palma Club, grande e storico locale jazz capitolino, zona Portonaccio. Dopo qualche anno di abbandoni e occupazioni, negli spazi di via Giuseppe Mirri la musica risuona ancora, da quando c’è il Monk Circolo Arci, come il musicista jazz Thelonious Monk. Un progetto di Ausgang Produzioni, Minimum Fax Live e Associazione di […]

Monk Club, esterno (courtesy Monk)

C’era una volta La Palma Club, grande e storico locale jazz capitolino, zona Portonaccio. Dopo qualche anno di abbandoni e occupazioni, negli spazi di via Giuseppe Mirri la musica risuona ancora, da quando c’è il Monk Circolo Arci, come il musicista jazz Thelonious Monk. Un progetto di Ausgang Produzioni, Minimum Fax Live e Associazione di Promozione Sociale C’MON! Subito diventato centrale nel sottobosco musicale capitolino, quest’anno il “giardino di Portonaccio” si conferma come uno dei riferimenti culturali romani e punta più in alto con una programmazione che vede ottimi nomi alternarsi nelle sue sale, tra astri nascenti, attesi ritorni e piacevoli conferme. Ma si candida anche come luogo-crocevia di idee, proposte e linguaggi espressivi eterogenei, da sviluppare in libertà senza limiti di stile, genere, età.

ASIAN DUB FOUNDATION SONORIZZANO DAL VIVO “L’ODIO” DI KASSOVITZ
Se nella prima metà di novembre hanno aperto le danze Kamasi Washington, Daniele Sepe, A Toys Orchestra, i Balthazar, a dicembre toccherà al sassofonista newyorkese Bill Saxton (1), seguito da The Internet (3) gli Os Mutantes e i Ducktales (4). Il 6 dicembre un evento in bilico tra cinema e musica: gli Asian Dub Foundation sonorizzano dal vivo “L’Odio”, film cult di Mathieu Kassovitz. E poi Scott Matthew (17), Le Luci della Centrale Elettrica con doppia data e nuovo spettacolo (15 e 16), le sperimentazioni di Iosonouncane (7), rivelazione 2015, le visioni prog-funk de La Batteria (5), i nuovi dischi di Dumbo Gets Mad (12), Et // Al, Dead Shrimp (12), Il Piotta (18) e Calcutta (19), rivelazione pop al contrario che presenterà “Mainstream”.

DA CHICAGO IL ROCK STRUMENTALE DEI TORTOISE
Il 2016 si apre con la musica nostrana, con The Giornalisti (15) in versione acustica, Guido Catalano (20), l’elettronica di Port Royal e Godblesscomputer (22), l’alternative rock dei Fast Animals And Slow Kids (23). A febbraio trovano spazio le sonorità straniere: l’esordio psychpop di Jacco Gardner (5), Rover (10), dalla California arriva Youth Lagoon con l’ultimo album “Savage his ballroom” e da Chicago il rock strumentale dei Tortoise (20), sulle scene dopo sette anni con “The Catastrophist”. Musica dal vivo innanzitutto, ma non solo: serate fisse di incursioni musicali dal jazz al rock alla dance music, corsi di swing, lindy pop e per dj. Non manca il mercato sostenibile e veloce che consente di fare la spesa sul web e ritirarla all’aperitivo. Al Monk, appunto.

Marta Veltri

Monk Club
Via Giuseppe Mirri, 35 – Roma
http://www.monkroma.club/

 

 

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.