Ecco le immagini della nuova installazione ambientale di Bianco-Valente a Pontinia, nell’Agro Pontino. Bandiere al vento con le voci del coloni degli anni ’30

“Si era signori e si era tutti uguali”. “A piedi nudi per non consumare le scarpe”. “Le strade ghiacciate in inverno”. “Una penna in regalo per non fare il lavoro nei campi”. Se c’è un nome – anzi, due – che in Italia negli ultimi anni si immedesima nell’arte relazionale è quello di Bianco-Valente: il […]

Si era signori e si era tutti uguali”. “A piedi nudi per non consumare le scarpe”. “Le strade ghiacciate in inverno”. “Una penna in regalo per non fare il lavoro nei campi”. Se c’è un nome – anzi, due – che in Italia negli ultimi anni si immedesima nell’arte relazionale è quello di Bianco-Valente: il duo napoletano che da tempo ha affiancato alla sua ricerca più prettamente visuale uno strutturato lavoro sociale, che spesso coinvolge la popolazione, determinate categorie o anche nuclei urbani. E le frasi riportate sopra sono tratte dall’ultimo progetto creato in questo ambito: un’installazione ambientale – titolo Nuovi arrivi, nuove storie – presentata a Pontinia, nell’ambito delle celebrazioni per gli ottant’anni dalla fondazione della città.
L’opera è composta da numerose bandiere posizionate sugli edifici razionalisti che fanno da quinta architettonica a Piazza Indipendenza, ognuna delle quali riporta una frase emblematica tratta dalle conversazioni avute con i primi coloni arrivati nell’agro pontino negli anni ’30, subito dopo la bonifica, ma anche con alcuni componenti della numerosa comunità indiana che si è insediata nel territorio nell’ultimo decennio, i nuovi ‘coloni’“, precisano gli artisti. Sviluppata durante alcuni mesi di lavoro con la comunità pontina, l’opera è stata sostenuta dal Museo Agro Pontino e dalla curatrice Marianna Frattarelli: noi ne vediamo un’ampia documentazione nella fotogallery…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.