La cupola della Chiesa dei Santi Luca e Martina a Roma ritrova le cromie originarie. Presentati i lavori di restauro degli stucchi di Pietro da Cortona, nell’ottica del cantiere aperto

È stato un restauro per sottrazione, quello che ha interessato l’apparato decorativo interno della cupola e del tamburo della Chiesa dei Santi Luca e Martina, a Roma. Si è lavorato a ritroso, ripercorrendo la storia architettonica e il vissuto restaurativo dell’edificio progettato nel Seicento da Pietro da Cortona, nel perimetro del Foro romano. Se a lungo si è […]

È stato un restauro per sottrazione, quello che ha interessato l’apparato decorativo interno della cupola e del tamburo della Chiesa dei Santi Luca e Martina, a Roma. Si è lavorato a ritroso, ripercorrendo la storia architettonica e il vissuto restaurativo dell’edificio progettato nel Seicento da Pietro da Cortona, nel perimetro del Foro romano. Se a lungo si è creduto che la cupola e le sue decorazioni fossero in principio interamente bianche, un’indagine approfondita eseguita dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Roma, tra il 2007 e il 2009, ha contraddetto non solo l’ipotesi della monocromia originaria, ma anche le scelte coloristiche dei restauri precedenti.

UN RESTAURO “APERTO”
Le operazioni hanno interessato, dunque, la rimozione del grigio per gli elementi aggettanti e del celeste chiaro per i fondi, voluti dall’architetto Carlo Buratti agli inizi del Settecento; al loro posto sono stati ripristinati, rispettivamente, un color travertino rosato caldo e una tonalità grigia, ottenuta dall’applicazione di uno strato di calce senza pigmento: un magistrale gioco chiaroscurale che ha restituito alla cupola l’effetto cromatico e luministico barocco originario.
Durante i lavori, l’edificio è rimasto accessibile sia per le regolari funzioni religiose che per eventi culturali, grazie ad un ponteggio sospeso, “invisibile”. Voluto dall’Accademia di San Luca – di cui la chiesa è il monumento-simbolo – grazie al sostegno di Arcus, il restauro è stato presentato al pubblico l’1dicembre, confermando la filosofia del cantiere aperto che l’Accademia ha adottato per tutti i lavori di manutenzione dei suoi edifici e delle opere della sua collezione.
La presentazione è stata anche occasione per il lancio del volume La cupola dei SS. Luca e Martina di Pietro da Cortona – Aperti per restauri, curato da Pio Baldi e Pier Luigi Porzio, per Gangemi Editore, con disegni, mappe, piante, ricostruzioni e fotografie delle varie fasi del restauro.

– Marta Pettinau

CONDIVIDI
Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.