C’è una mostra al Maxxi. Ottime sensazioni dal grande progetto espositivo dedicato a Istanbul, fra creatività e sociologia: ecco immagini e video da Roma

La mostra si intitola Istanbul. Passione, gioia, furore, ma più che l’immagine della Capitale turca in senso lato, l’elemento che emerge come assiale in tutto il concept è quello di Gezi Park. Perchè le proteste nate nel parco e la successiva repressione non sono state solo un evento di cronaca, neanche un semplice episodio dalla […]

La mostra si intitola Istanbul. Passione, gioia, furore, ma più che l’immagine della Capitale turca in senso lato, l’elemento che emerge come assiale in tutto il concept è quello di Gezi Park. Perchè le proteste nate nel parco e la successiva repressione non sono state solo un evento di cronaca, neanche un semplice episodio dalla valenza sociologica: sono state – come ha raccontato la curatrice Ceren Erdem, che presto leggerete con diffusione nell’intervista che ha rilasciato ad Artribune – un evento dalla portata epocale, uno di quei momenti che segnano un “prima” e un “dopo”.
E anche le opere selezionate per la mostra che si apre oggi al Maxxi di Roma, evitano la semplice descrizione, focalizzando gli effetti, le cause e le conseguenze degli eventi nella coscienza collettiva: anche degli artisti, alcuni dei quali presenti – è ancora la curatrice a parlare – con lavori iniziati prima di quel giorno del maggio 2013 e conclusi dopo, sull’onda emotiva e passionale.

Nel complesso 45 tra artisti, architetti e intellettuali, per un percorso che coinvolge oltre 100 tra grandi opere, nuove produzioni artistiche, testimonianze audio e video in una molteplicità di linguaggi ed espressioni. Per una mostra – curata da Hou Hanru, Ceren Erdem, Elena Motisi e Donatella Saroli – che a fine percorso lascia la sensazione di un pugno allo stomaco: forte, intensa, profonda, l’esempio di quel che deve (o dovrebbe) fare un museo come il Maxxi. Per ora tralasciamo nomi, storie, inflessioni, che leggerete nella prossima recensione: e vi rimandiamo al video e alla fotogallery qui sotto…

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.