2015 inarrestabile per le vendite d’asta. Ecco le 10 opere più care dell’anno, dal Picasso da 179 milioni a Andy Warhol. Sul podio anche Modigliani e Giacometti

Un record d’asta dietro l’altro ha segnato questo 2015: il mercato dell’arte internazionale resiste ai colpi di questo presente di crisi, precarietà e inquietudine dilagante, per la gioia delle due grandi multinazionali del martelletto Sotheby’s e Christie’s. Quest’ultima in particolare non può che essere soddisfatta dell’anno in chiusura, avendo battuto ben 8 delle 10 opere […]

Pablo Picasso, Les femmes d'Alger (Version O)

Un record d’asta dietro l’altro ha segnato questo 2015: il mercato dell’arte internazionale resiste ai colpi di questo presente di crisi, precarietà e inquietudine dilagante, per la gioia delle due grandi multinazionali del martelletto Sotheby’s e Christie’s. Quest’ultima in particolare non può che essere soddisfatta dell’anno in chiusura, avendo battuto ben 8 delle 10 opere d’arte più care del 2015 e incassato 1 miliardo di dollari – la prima volta nella storia – in una sola auction week. E proprio a quella settimana fortunata, risale il nuovo record di tutti i tempi: lo scorso 11 maggio, al Rockefeller Center di New York, Les femmes d’Alger, Version O di Pablo Picasso del 1955 è stata venduta per oltre 179 milioni di dollari, strappando a Three Studies of Lucian Freud di Francis Bacon il titolo di opera più costosa mai venduta in asta. Sempre da Christie’s, e sempre a New York, un’altra cifra vertiginosa è entrata nella storia con Nu couché (Nudo disteso), dipinto del 1917 di Amedeo Modigliani, che il 9 novembre, ha cambiato proprietario per oltre 170 milioni di dollari. La terza opera a sei zeri di quest’anno è L’homme au doigt (Pointing Man), un bronzo del 1947 di Alberto Giacometti da 141 milioni di dollari, diventata la scultura più pagata della storia delle aste, al posto di Chariot, dello stesso artista, che fu acquistata per circa 101 milioni di dollari nel novembre 2014.
La classifica delle opere più preziose prosegue con Nurse del 1964 di Roy Lichtenstein (95,4 milioni di dollari), che ha segnato un nuovo massimo per l’artista della pop art americana; la composizione No.10 del 1958 di Mark Rothko (81,9 milioni di dollari); Untitled (New York City) del 1968 di Cy Twombly (70,5 milioni di dollari). Alla settima e ottava posizione, torna Picasso con, rispettivamente, La Gommeuse del 1901, che, aggiudicata per 67,5 milioni di dollari, alza l’asticella per le opere del Periodo Blu del cubista, e Buste de Femme (Femme à la Résille) del 1938 (67,4 milioni di dollari). Fanalino di coda, la serigrafia del 1963 di Andy WarholColored Mona Lisa, ceduta a Larry Gagosian, a maggio, per “soli” 56,2 milioni di dollari.

– Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.