Il Guggenheim di New York è online con la sua prima mostra digitale e interattiva. Che indaga gli effetti potenziali di un mondo governato dalle tecnologie più avanzate

Una mostra immateriale, un esperimento sociologico, una proiezione futuristica dell’economia mondiale: questo è, in sostanza, Åzone Future Markets, la prima esposizione online lanciata dal Guggenheim Museum di New York. Si tratta di una piattaforma digitale e sperimentale, che consente ai naviganti di esplorare gli effetti potenziali di un mondo modellato dalle tecnologie più avanzate, e ai curatori […]

Azone Futures Market

Una mostra immateriale, un esperimento sociologico, una proiezione futuristica dell’economia mondiale: questo è, in sostanza, Åzone Future Marketsla prima esposizione online lanciata dal Guggenheim Museum di New York.
Si tratta di una piattaforma digitale e sperimentale, che consente ai naviganti di esplorare gli effetti potenziali di un mondo modellato dalle tecnologie più avanzate, e ai curatori dell’esposizione di attivare riflessioni sulle sue implicazioni sociali e culturali. Alla registrazione al sito, i visitatori sono forniti di una valuta fittizia da investire in un mercato simulato, su settori come l’intelligenza artificiale, la biomanifattura, il turismo spaziale, le manipolazioni genetiche, la robotica per guerre bloodless, senza spargimenti di sangue, e altre tecnologie emergenti e, in alcuni casi, visionarie. L’utente si trova così a scegliere se speculare sulle azioni più redditizie o ragionare nella prospettiva di un miglioramento delle condizioni del pianeta, investendo, ad esempio, sul mercato della democratizzazione dell’acqua potabile. L’andamento dei prezzi conseguente ai movimenti della domanda e dell’offerta e altri dati analitici sono messi a disposizione in tempo reale, per consentire al visitatore di fare l’investimento migliore. Assieme ai contributi di una serie di professionisti – tra artisti, scrittori, architetti, teorici, economisti e via dicendo – che sono chiamati a intervenire e a rispondere ad un’architettura espositiva virtuale in continua mutazione.
L’unica manifestazione fisica della mostra è l’installazione dal titolo Åzone Terminal, con visualizzazioni interattive del sito, che resterà aperta al Seaport Culture District, nel Lower Manhattan, sino al 31 dicembre.

Marta Pettinau

http://azone.guggenheim.org

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.