Lo Strillone: Zahi Hawass e i caschi blu della cultura contro l’Isis su Il Messaggero. E poi musei italiani in soccorso di Verona, Venaria chiusa per Renzi

“Impediamo ai terroristi di saccheggiare opere d’arte, che rivendono per comprare armi che poi useranno contro di noi”. Idee ormai alquanto condivise: ma che assumono ancor più valore se a pronunciarle è un personaggio come Zahi Hawass, celebre archeologo dal 2002 segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, dal gennaio 2011 Ministro delle Antichità […]

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Impediamo ai terroristi di saccheggiare opere d’arte, che rivendono per comprare armi che poi useranno contro di noi”. Idee ormai alquanto condivise: ma che assumono ancor più valore se a pronunciarle è un personaggio come Zahi Hawass, celebre archeologo dal 2002 segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, dal gennaio 2011 Ministro delle Antichità in Egitto. Lo intervista Il Messaggero a Perugia, dove arriva per presentare il suo libro Magia delle Piramidi: “Stanno distruggendo siti archeologici in Siria, Iraq e Libia, stanno attaccando musei e saccheggiando reperti. Vogliono azzerare la nostra storia. Rubano opere d’arte per comprare armi, che serviranno per ucciderci. Soltanto durante l’assalto al Museo del Cairo, due anni fa, sono spariti 54 reperti. Molti sono stati recuperati, ma, di questi, 17 sono andati perduti per sempre”. Come fermarli? Il nostro ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha proposto di istituire dei caschi blu della cultura, per proteggere i siti a rischio. È favorevole? “Credo che sia un’ottima idea, spero che si possa fare, ho incontrato Franceschini e lo stimo molto, ritengo che questa proposta debba essere assolutamente presa in considerazione. Ma l’Unesco ha il vizio di prendere troppo tempo per ponderare le decisioni, per pensarci su. E intanto, mentre loro pensano, i monumenti vengono distrutti. Serve un’azione immediata”.

Solidarietà dei musei italiani per Verona. La Stampa riferisce che dopo il furto al Museo di Castelvecchio “gli spazi lasciati vuoti potrebbero presto riempirsi grazie alla generosità degli altri musei italiani, e di quelli nazionali autonomi in particolare, che hanno offerto il prestito di un loro dipinto in sostituzione di ogni tela rubata. Dagli Uffizi alla Reggia di Caserta”. Una Reggia solo per Renzi. Il Fatto Quotidiano rimprovera il premier, ieri presente a Venaria in occasione dell’Italian Digital Day, una giornata per il rilancio della cultura digitale e dell’innovazione. “Peccato che ieri i saloni, i corridoi, le stanze e i giardini della reggia potessero essere ammirati solo da lui insieme a tanti fedelissimi (lo scrittore Alessandro Baricco, il dg della Rai Alberto Campo Dall’Orto, il ministro Marianna Madia e il giornalista esperto di innovazione Riccardo Luna), insieme ai potenti locali”. Quale sarebbe il problema? “Se il Colosseo chiude per un’assemblea sindacale, la cultura è ‘ostaggio di quei sindacalisti che sono contro l’Italia’. Se succede a Pompei è uno ‘scandalo’. Se invece un monumento – patrimonio dell’Unesco – chiude per un’iniziativa ristretta a cui partecipa il premier Matteo Renzi, allora va tutto bene”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.