Lo Strillone: vietato a un privato donare 50mila euro a Selinunte sul Corriere della Sera. E poi il Nobel di Quasimodo all’asta, paperoni cinesi

Donare 50mila euro per il sito archeologico di Selinunte? In Italia non si può. Non in Sicilia, almeno: è Sergio Rizzo a raccontare sul Corriere della Sera l’ultimo episodio di quella che il titoletto chiama “burofollia”: la storia di Vito Varvaro presidente della Cantine Settesoli, uno dei più grandi produttori vinicoli d’Italia, “ex amministratore delegato […]

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Donare 50mila euro per il sito archeologico di Selinunte? In Italia non si può. Non in Sicilia, almeno: è Sergio Rizzo a raccontare sul Corriere della Sera l’ultimo episodio di quella che il titoletto chiama “burofollia”: la storia di Vito Varvaro presidente della Cantine Settesoli, uno dei più grandi produttori vinicoli d’Italia, “ex amministratore delegato per l’Italia della multinazionale americana Procter & Gamble, siede nel consiglio della Piaggio ed è stato consigliere di Tod’s, Bulgari, Marcolin e Bialetti. Dunque ne ha viste di tutti i colori, ma di sicuro non gli era mai capitato di non riuscire a versare dei soldi allo Stato, perché lo Stato a cui li offre non li vuole. Il che gli ha consentito anche di verificare come il problema del management privato in Sicilia sia niente, purtroppo, rispetto a quello di certa burocrazia pubblica. Da quindici mesi Varvaro cerca inutilmente di sponsorizzare l’area archeologica di Selinunte, e ora siamo al punto in cui la spugna vola sul ring”. II progetto è fermo da agosto del 2014: “Anche per versare denaro allo Stato serve una procedura pubblica”.

Il Nobel di Quasimodo, chi offre di più? La Stampa informa che “il 2 dicembre prossimo verrà battuto un lotto molto speciale, con tutto ciò che riguarda il Nobel di Salvatore Quasimodo, conquistato nel lontano 1959. Il lotto è composto dalla medaglia d’oro le due pergamene del diploma e le fotografie ufficiali della cerimonia. In Italia non è mai successo, mentre all’estero qualche volta i collezionisti si sono contesi le medaglie consegnate a Stoccolma”. La Cina acquista i capolavori. È Italia Oggi ad andare a studiare una realtà in continuo divenire: “Nel 2014 sono stati inaugurati 360 musei, uno al giorno. I nuovi Paperoni del paese asiatico investono massicciamente in quadri e sculture e affermano la loro personalità comprando, a suon di milioni di dollari, le opere più ricercate. L’ultimo caso eloquente riguarda il Nudo sdraiato di Amedeo Modigliani, aggiudicato all’uomo d’affari Liu Yiqian, 51 anni, presidente della società di investimento Sunline, che la rivista Forbes indica come detentore di un patrimonio stimato a 1,38 miliardi di dollari”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.