Lo Strillone: Bonami e l’ex tassista cinese che si è comprato il Modigliani miliardario su La Stampa. E poi Francesco Hayez, Fulvio Gianaria

“I tassisti italiani anziché preoccuparsi di Uber dovrebbero imitare l’ex tassista cinese Liu Yiqian”. Perchè ne parla Francesco Bonami su La Stampa, e perché noi riprendiamo l’articolo? Perchè il cinese “la competizione anziché temerla l’ha fatta piatta. Prima è diventato miliardario, poi ha iniziato a collezionare arte e si è costruito un paio di musei. […]

Quotidiani
Quotidiani

I tassisti italiani anziché preoccuparsi di Uber dovrebbero imitare l’ex tassista cinese Liu Yiqian”. Perchè ne parla Francesco Bonami su La Stampa, e perché noi riprendiamo l’articolo? Perchè il cinese “la competizione anziché temerla l’ha fatta piatta. Prima è diventato miliardario, poi ha iniziato a collezionare arte e si è costruito un paio di musei. Ora ha spazzato via gli avversari che tentavano di portargli via il Modigliani, venduto da Laura Mattioli Rossi”. Già, è durato solo un giorno il mistero sull’acquirente di Nu couché, venduto a NY per 170 milioni di dollari: “Fatti indicativi di un nuovo ordine mondiale. Da una parte il collezionista occidentale che vende e dall’altra il cinese che compra. A raccontare come i rapporti di forza siano cambiati nell’arte e non solo sul mercato ma nelle sensibilità”.

Riuscì a dipingere il bello, nel solco di Raffaello e Tiziano, ma è stato indebitamente connotato come pittore romantico”. Facile capire che il soggetto sia Francesco Hayez, e l’occasione sia la mostra appena aperta a Milano alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala: ne parla Italia Oggi, secondo cui “il Bacio viene considerato il manifesto del romanticismo, ma la mostra, affidata ad un grande esperto di pittura italiana dell’Ottocento, Fernando Mazzocca, ci aiuta a superare questo luogo comune. Il romanticismo, creazione tipicamente tedesca, in Italia fu tenue e incerto, non solo quello letterario”. Artissima? “In Europa, dopo il primato di Art Basel e la ripresa della Fiac di Parigi, si contende il terzo posto con Frieze, tenendo conto però che loro sono a Londra e noi a Torino”. Ne è convinto Fulvio Gianaria, presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea Crt, intervistato dal dorso torinese de La Repubblica: “Questa fiera ha la capacità di mantenere un livello alto, così come alto è il livello di preparazione del pubblico che la frequenta, forse grazie anche a una città che ha una storia significativa in questo settore”.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.