40 anni di Premi Vittorio De Sica. A Roma Palazzo Barberini fa da cornice ai riconoscimenti: che vanno anche ad artisti come Baruchello e Kokocinski

Li istituì Gian Luigi Rondi, nel 1975, i premi omonimi dedicati alla memoria di Vittorio De Sica, appena un anno dopo la sua scomparsa. Personaggio tra i più emblematici della storia del cinema (non solo la nostra), vanta tra l’altro di essere nella rosa dei registi col maggior numero di Oscar all’attivo (ben quattro per […]

Vittorio De Sica

Li istituì Gian Luigi Rondi, nel 1975, i premi omonimi dedicati alla memoria di Vittorio De Sica, appena un anno dopo la sua scomparsa. Personaggio tra i più emblematici della storia del cinema (non solo la nostra), vanta tra l’altro di essere nella rosa dei registi col maggior numero di Oscar all’attivo (ben quattro per il miglior film straniero). E allora in tema di premi buono l’auspicio del suo nome nella carriera di personalità di rilievo del cinema e delle altre arti, della cultura, delle scienze e della società per il complesso della loro carriera, o per meriti rilevati nel corso degli ultimi dodici mesi. Dopo 40 anni è sempre l’inossidabile Rondi (95 anni tondi il 10 dicembre prossimo), Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, insieme con il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini a presiedere la cerimonia nel Salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini.
Tra le personalità del cinema non solo attori come Barbara Bobulova, Renato Carpentieri, Stefano Dionisi o i critici Edoardo Bruno e Valerio Caprara e lo sceneggiatore Francesco Piccolo, ma anche nomi meno noti al grande pubblico come l’avvocatessa Giovanna Cau, agente delle più illustri personalità del settore (Marcello Mastroianni, Sofia Loren, Federico Fellini, per esempio). Nelle arti visive vincono quest’anno Gianfranco Baruchello e Alessandro Kokocinski, per l’architettura Stefano Boeri, nella critica d’arte Maria Teresa Benedetti. Spazio anche alla letteratura, all’editoria (Carmine Donzelli, Giuseppe Laterza), alla musica, al teatro (Giuseppe Battiston) e alle scienze con riconoscimenti ad astrofisici (Paolo De Bernardis), archeologi (Marcella Frangipane), direttori d’orchestra (Zubin Metha) e scrittori (Andrea Vitali). Infine Ettore Scola ritira il premio per il documentario dello scorso anno “Che strano chiamarsi Federico”, dedicato a Fellini.

Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.