Visioni nostalgiche, seduzioni decadenti. Manfredi Beninati racconta il suo lavoro al pubblico dei Martedì Critici. Appuntamento al Macro di Roma

MANFREDI BENINATI, CONVERSAZIONE A QUATTRO DI MARTEDÌ Un artista e tre critici, stavolta, sul palco dei Martedì Critici, per il quinto appuntamento del nuovo ciclo stagionale romano. Siamo al Macro, Sala Cinema, insieme ad Alberto Dambruoso, Lorenzo Canova e Sara De Chiara. Ospite della serata è Manfredi Beninati, tra i più valenti artisti italiani dediti […]

Manfredi Beninati, Untitled, 2008, olio su tela, cm 120x90

MANFREDI BENINATI, CONVERSAZIONE A QUATTRO DI MARTEDÌ
Un artista e tre critici, stavolta, sul palco dei Martedì Critici, per il quinto appuntamento del nuovo ciclo stagionale romano. Siamo al Macro, Sala Cinema, insieme ad Alberto Dambruoso, Lorenzo Canova e Sara De Chiara. Ospite della serata è Manfredi Beninati, tra i più valenti artisti italiani dediti (anche) al linguaggio della pittura, ibridato sovente con l’installazione.
Palermitano, con lunghe esperienze di vita e di lavoro a Roma e a Londra, Beninati sceglie di dedicarsi professionalmente all’arte verso la fine degli anni Novanta, realizzando disegni, dipinte, sculture. Da questo incipit tardivo ai primi, solidi successi, il passo è incredibilmente breve. Nel 2004 si aggiudica il premio DARC per la Giovane Arte Italiana e l’anno seguente prende pare alla Biennale di Venezia con un’installazione per il Padiglione Venezia.

Manfredi Beninati, un dettaglio dell'installazione alla Biennale di Venezia del 2005
Manfredi Beninati, un dettaglio dell’installazione alla Biennale di Venezia del 2005

NOSTALGIA E ARISTOCRAZIA, DA PALERMO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
In “Prendere appunti per un sogno da iniziare di pomeriggio e continuare la notte (e che non si cancella al risveglio) ovvero Svegliarsi su una spiaggia sotto il sole cocente” c’è già tutta la magia, l’eccellenza formale, il potere seduttivo e l’impostazione intellettuale della sua ricerca. Un lavoro maturo ed incisivo. Attraverso un vetro opaco lo spettatore osservava un ambiente settecentesco, in scala 1:1, ricostruito nei minimi dettagli e velato di una patina malinconica: polvere, ragnatele, incrostazioni del tempo, oggetti consunti e abbandonati, tracce di una presenza umana ormai svanita, e poi alberi, piante, rami secchi, incursioni di paesaggio dentro un’architettura fantasma… La visione scivolava sul piano dell’allucinazione, della nostalgia, nell’incrocio classico fra sontuosità e decadenza, celebrazione vitale e ineluttabilità della morte.
Tutto il lavoro di Beninati pare definirsi come un memento mori barocco dalla forgia contemporanea, tanto cesellato, scintillante, erotico sul piano della superficie, quanto tragico, cupo, notturno a livello della percezione spirituale. L’azione implacabile del tempo, l’attaccamento agli oggetti e la liturgia del ricordo, la memoria d’infanzia e quella del mito, convivono dentro immagini potentemente fisiche, eppure sfocate, in perenne dissolvenza. Sul fondo, il bagliore di un’aristocrazia perduta, tornando con la mente alla Palermo di un secolo fa e ai suoi residui spenti, resistenti. Misti a una dimensione fiabesca, gonfia d’innocenza e di violenza sotterranea.

– Helga Marsala

I Martedì Critici, Manfredi Beninati
20 ottobre 2015, ore 18.30
Macro  via Reggio Emilia 54 (Sala Cinema), Roma

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.