Videointervista al ministro Dario Franceschini: “Comunicazione, web e social network sono elementi chiave anche per arte e cultura. Spazio alle giovani startup italiane”

“La collaborazione tra La Biennale di Venezia e Google Cultural Institute conferma quanto la tecnologia sia una grande alleata della valorizzazione del patrimonio culturale. È innegabile l’importanza delle innovazioni tecnologiche per amplificare i messaggi culturali, creare nuove modalità di fruizione, abbattere le distanze e favorire il dialogo”. Vi abbiamo raccontato ieri – dando la parola […]

Il ministro Dario Franceschini

La collaborazione tra La Biennale di Venezia e Google Cultural Institute conferma quanto la tecnologia sia una grande alleata della valorizzazione del patrimonio culturale. È innegabile l’importanza delle innovazioni tecnologiche per amplificare i messaggi culturali, creare nuove modalità di fruizione, abbattere le distanze e favorire il dialogo”. Vi abbiamo raccontato ieri – dando la parola al presidente Paolo Baratta – dell’accordo Biennale-Google: che il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ospite della presentazione al Collegio Romano, commentava con queste parole.

Ma l’occasione ha fornito poi lo spunto all’innegabilmente iperdinamico capo del Mibact per focalizzare la propria idea sul tema delle tecnologie applicate a beni culturali, patrimonio e valorizzazione: “è miope pensare che che vede un dipinto su internet, poi non va a vederlo dal vero. Al contrario, ne è invogliato: per questo abbiamo agevolato l’utilizzo delle immagini nella comunicazione. I nostri primi passi su questi fronti? Vogliamo aprirci alla tante giovani startup italiane che lavorano su beni culturali e tecnologie”. Concetti che Franceschini argomenta nell’intervista esclusiva ad Artribune

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
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    Il punto non è quello che succederà ma quello che è successo e sta già succedendo. Ossia vedere le opere su documentazioni, internet e portfolio. Cosa significa conoscere? Molte persone conoscono l’11 settembre, lo hanno visto ma non lo hanno vissuto dal vivo. Spesso si “conosce” meglio una data opera guardandola nella documentazione. In ogni caso si tratta di prenderne atto, non di dire quale cosa sia migliore.