Triennale di Milano, un ponte d’oro celebra la Via della Seta e la pace tra i popoli. L’opera di Shu Yong per Expo

È l’opera più imponente di Expo 2015, dopo “L’albero della vita”, scultura simbolo del Padiglione Italia. Un’opera grande oltre 500 Mq, che pesa più di 100 tonnellate, lunga 28 metri, alta 6 e larga 4. Si chiama “Il ponte d’oro sulla via della seta” ed è un progetto dell’artista cinese Shu Yong. Un ponte, a tutti gli […]

Shu Yong, Golden Bridge

È l’opera più imponente di Expo 2015, dopo “L’albero della vita”, scultura simbolo del Padiglione Italia. Un’opera grande oltre 500 Mq, che pesa più di 100 tonnellate, lunga 28 metri, alta 6 e larga 4. Si chiama “Il ponte d’oro sulla via della seta” ed è un progetto dell’artista cinese Shu Yong. Un ponte, a tutti gli effetti, installato alla Triennale di Milano e visitabile gratuitamente fino al 4 ottobre. La materia prima è tra le più poetiche e preziose: 10.000 mattoni d’oro, su cui sono intarsiati i fiori nazionali di 53 paesi e di 94 città. Ai piedi dell’opera, inoltre, un giardino floreale accoglie 100.000 sfere dorate, intarsiate con i fiori degli oltre 150 paesi che partecipano ad Expo. Tutti i fori sono rigorosamente fatti di seta.
Un chiaro omaggio, dunque, alla famosa “Via della Seta”, che nei secoli legò Oriente e Occidente nel segno di scambi economici e culturali, e al contempo una celebrazione all’idea di comunicazione tra i popoli, oltre le barriere ideologiche, le distanze politiche, le discriminazioni razziali, le tensioni belliche e le tirannie finanziarie.

Shu Yong, Golden Bridge
Shu Yong, Golden Bridge

Ed è il pubblico ad avere un ruolo decisivo: ciascun visitatore è infatti invitato ad apporre al sua firma su un mattone, facendosi testimone di questo ideale cammino verso l’idea di tolleranza, di dialogo interculturale, di difesa armonica delle differenze, ripensate nel segno della cooperazione e della solidarietà.
“I cuori della gente di tutto il mondo sono legati insieme, con un destino comune. Lo sviluppo della Cina è inseparabile dal mondo e il mondo ha bisogno anche della Cina. Speriamo che questa installazione di Milano possa essere un ottimo punto di partenza per un mondo più civile”, ha dichiarato Long Yuxiang, Presidente Esecutivo del CICCC – China International Cultural Communication Centre, responsabile dell’organizzazione. Accanto al CICCC anche il CCPIT – China Council for The Promotion of International Trade), main supporter, il Padiglione Cina a Expo e il MIBACT, che ha patrocinato l’evento.

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.