Seta, perle, argento, oro. Londra celebra l’India con la prima mostra mai dedicata alla storia dei tessuti del subcontinente: ecco le immagini dal Victoria and Albert Museum

Il profluvio di eventi che a Londra mettono al centro dell’attenzione l’India, la sua cultura e le sue tradizioni non è una novità: dovuto alla storia coloniale britannica, dovuto alla foltissima comunità indiana presente nella capitale inglese e dovuto anche – last but not least – ai ricchi sponsor del subcontinente, pronti a finanziare iniziative […]

Il profluvio di eventi che a Londra mettono al centro dell’attenzione l’India, la sua cultura e le sue tradizioni non è una novità: dovuto alla storia coloniale britannica, dovuto alla foltissima comunità indiana presente nella capitale inglese e dovuto anche – last but not least – ai ricchi sponsor del subcontinente, pronti a finanziare iniziative collegate alla madrepatria. Ora il Victoria and Albert Museum propone una manifestazione strutturata, The India Festival, ideato per celebrare il 25mo anniversario dell’apertura della Galleria Nehru, che ospita alcune delle principali opere d’arte dell’Asia meridionale conservate dall’istituzione, e declinato su una serie di importanti mostre ed eventi.
A far da evento pilota è sicuramente la straordinaria mostra The Fabric of India, che dal 3 ottobre al 10 gennaio 2016 propone il primo focus interamente dedicato dal V&A al mondo dei tessuti artigianali indiani, dal III al XXI secolo. Dalla pezza di 17 metri decorata con una parata di elefanti e figure applicate a mano e destinata a decorare le pareti di un’alcova, alla pashmina ottocentesca ricamata con uno straordinario paesaggio urbano: e poi tappeti sacri, sarii da cerimonia intarsiati in oro e pietre preziose, fino alle produzioni più contemporanee, con impeccabili apparati documentari e storici. Noi eravamo presenti alla preview, con tanto di fiabesco party indiano nelle sale del museo: eccovi una carrellata di immagini…

Massimo Mattioli

www.vam.ac.uk/

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.