Sarà Mantova la capitale italiana della cultura 2016. I vantaggi? Un milione di euro per realizzare il progetto e l’esclusione dal vincolo del patto di stabilità

Sarà Mantova la capitale italiana della cultura 2016. Perché? Non si sa. È bizzarra la scelta del Ministero per i Beni Culturali: la commissione che ha operato la scelta, presieduta da Marco Cammelli, comunicherà la motivazioni della propria decisione soltanto all’inizio del prossimo anno, “quando il sistema sarà andato pienamente a regime”, ha chiarito il […]

Il Palazzo Ducale di Mantova

Sarà Mantova la capitale italiana della cultura 2016. Perché? Non si sa. È bizzarra la scelta del Ministero per i Beni Culturali: la commissione che ha operato la scelta, presieduta da Marco Cammelli, comunicherà la motivazioni della propria decisione soltanto all’inizio del prossimo anno, “quando il sistema sarà andato pienamente a regime”, ha chiarito il presidente. Per ora, quindi, si sa soltanto che la patria di Virgilio si è imposta fra le dieci città finaliste: da Aquileia a Como, Ercolano – che da molti era data per favorita alla vigilia – Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni.
La città otterrà un milione di euro per realizzare il progetto presentato, e – vantaggio da non trascurare – l’esclusione delle risorse investite dal vincolo del patto di stabilità. Con queste premesse Mantova dovrà affrontare la missione richiesta, che prevede anche di “stimolare una cultura della progettazione integrata e della pianificazione strategica”: e su questo punto si è soffermato il sindaco Mattia Palazzi, assicurando – nel commentare la nomina – che la città ha già avviato un ampio piano integrato di opere pubbliche, che prevede anche il restauro di Palazzo Te.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.