Salisburgo, rinnovato il vertice del Mozarteum. Tobias Debuch e Maren Ofmeister a capo dell’importante istituzione musicale austriaca

La Fondazione Mozarteum (che a Salisburgo gestisce un importante istituto di ricerca e alta formazione, un programma annuale di concerti e il festival mozartiano) ha rinnovato i suoi vertici  lo scorso 6 ottobre. Il nuovo ‘managing director’ – figura con compiti molto simili a quelli di un sovrintendente – è Tobias Debuch, mentre il nuovo […]

Tobias Debuch

La Fondazione Mozarteum (che a Salisburgo gestisce un importante istituto di ricerca e alta formazione, un programma annuale di concerti e il festival mozartiano) ha rinnovato i suoi vertici  lo scorso 6 ottobre. Il nuovo ‘managing director’ – figura con compiti molto simili a quelli di un sovrintendente – è Tobias Debuch, mentre il nuovo direttore artistico è Maren Ofmeister .
Debuch assumerà l’incarico il primo dicembre prossimo, avrà la responsabilità finanziaria, della gestione e delle risorse umane della Fondazione. Una figura professionale complessa e con un background non troppo canonico: laureatosi in musicologia alla università di Luneburg e  specializzatosi alla Macromedia Academy of Media and Communication  di Amburgo, ha iniziato la carriera come giovane promessa del pianoforte e dell’organo. Un musicista di belle speranze, dunque, che però ha lavorato per ben dieci anni come management consultant nel settore delle arti. Tanto che nel 2010 creò una società tra le più dinamiche in Austria e Germania nel settore dell’organizzazione e della gestione di concerti, festival ed eventi musicali.
Hofmeister assumerà invece il nuovo incarico il primo marzo 2015. Ad oggi è direttore artistico di Arenaria GmbH, che produce opere nella cava di pietre di  Santa Margherita a Steinbruch – con un tasso medio di vendita dei biglietti del 95% – e della Fondazione  Esterházy a Eisenstadt. Quest’ultimo incarico verrà abbandonato in concomitanza con il nuovo, mentre – secondo quanto stabilito dal contratto –  il programma di Steinbruch lo vedrà coinvolto fino al 2017.

– Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.