Da Milano a Londra. La Jerome Zodo Gallery apre una filiale a Mayfair. Con una mostra che interroga la pittura dal secondo dopoguerra ad oggi

Il 12 ottobre, le tante gallerie del quartiere di Mayfair avranno un nuovo vicino di casa: da Milano si estende a Londra Jerome Zodo, con un nuovo spazio su Dering Street che andrà a fare compagnia alle altre italiane in zona, come Mazzoleni, Cardi, Ronchini e Tornabuoni, fresca dell’inaugurazione della sua sesta sede proprio nel famoso […]

Jerome Zodo Gallery, London

Il 12 ottobre, le tante gallerie del quartiere di Mayfair avranno un nuovo vicino di casa: da Milano si estende a Londra Jerome Zodo, con un nuovo spazio su Dering Street che andrà a fare compagnia alle altre italiane in zona, come Mazzoleni, Cardi, Ronchini e Tornabuoni, fresca dell’inaugurazione della sua sesta sede proprio nel famoso distretto londinese a più alto tasso di gallerie d’arte.
In un elegante edificio di età vittoriana, tre sale espositive dislocate su quattro livelli – per un totale di 370 metri quadri – saranno la base britannica della galleria, in attività a Milano dal gennaio 2010, con un parterre di artisti italiani e internazionali: dai maestri del secondo dopoguerra – Burri, Boetti, Bonalumi, Castellani, Dadamaino, Fontana e così via – ad autori della contemporaneità come Aristarkh ChernyshevIvan Navarro e Luca Pignatelli.
Painting after Painting è il titolo della mostra con cui Jerome Zodo esordirà nella capitale inglese: un’esposizione sulla “pittura dopo la pittura”, sulle differenti strade intraprese, a partire dal secondo dopoguerra sino a oggi, da una delle forme artistiche con una tradizione più lunga e consolidata. “Cosa fare per resistere alla nuova onda dell’arte contemporanea? E cosa trattenere di se stessa, da una parte senza tradire le proprie origini, dall’altra immergendosi nell’estetica del nuovo, costituita da materiali anomali, dalla fine dell’era della verosimiglianza, dal necessario rapporto con lo spazio?”, scrive Luca Beatrice, nel testo di presentazione della mostra. Le risposte, appese alle pareti della nuova galleria: dai monocromi “tagliati” di Lucio Fontana, alle tele estroflesse di Enrico Castellani, passando per le mappe e gli arazzi di Alighieri Boetti, sino alla bellezza effimera catturata da Damien Hirst, alle pennellate astratte di Jason Martin e alla pittura a pois di Yayoi Kusama.
Ecco in anteprima le foto del nuovo spazio e della mostra inaugurale.

– Marta Pettinau

jerome-zodo.com

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.