Lo Strillone: turisti francesi che rubano gli intonaci di Pompei su Il Messaggero. E poi il fascino delle macerie, la casa di Alessandro Manzoni

L’escalation del degrado a Pompei non si ferma più: ora siamo al furto degli intonaci. Il Messaggero riferisce che “quattro turisti francesi di origine maghrebina sono stati denunciati dai carabinieri con l’accusa di furto aggravato negli scavi di Pompei. I quattro sono stati sorpresi dalla vigilanza degli Scavi nelle terme del foro con quattro frammenti […]

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L’escalation del degrado a Pompei non si ferma più: ora siamo al furto degli intonaci. Il Messaggero riferisce che “quattro turisti francesi di origine maghrebina sono stati denunciati dai carabinieri con l’accusa di furto aggravato negli scavi di Pompei. I quattro sono stati sorpresi dalla vigilanza degli Scavi nelle terme del foro con quattro frammenti di malta non affrescati nello zaino. II materiale è stato recuperato e riconsegnato al laboratorio restauri della Sovrintendenza. I turisti facevano parte di un gruppo in crociera”. Danni molto gravi? “I pezzi di stucco antico non sarebbero di particolare valore ed è probabile che in effetti siano stati trovati per terra come hanno sostenuto i francesi, tutti di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Impossibile al momento stabilire la provenienza dei frammenti. Una relazione tecnica è attesa per oggi”.

Dalla nostalgia delle rovine la forza di ricominciare. La Stampa è alla Galleria Nazionale di Palazzo Altemps di Roma per raccontare una mostra che esalta “il fascino delle macerie antiche e moderne, tra dipinti, sculture, trailer e musica”. Fino al 31 gennaio 2016 “127 opere tra sculture e pitture, incisioni e acquerelli, antichi volumi, e poi fotografie, video, pubblicità, trailer di film, brani musicali, testi scritti e, certo, anche quadri permettono di ricostruire che cosa sono state per il mondo le rovine dal 40 d.C ai nostri giorni”. Il Corriere della Sera a Milano si dedica alla “casa dove Alessandro Manzoni abitò per quasi sessant’anni, fino alla sua morte, nel maggio del 1873 e da qualche giorno riaperta al pubblico in tutta la sua suggestione dopo l’intervento di restauro di spazi e contenuti sostenuto da Intesa Sanpaolo”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.