Lo Strillone: musei statali in gestione ai privati su Il Sole 24 Ore. E poi il Fai e “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, Federico Bano tra arte e moda

Musei statali in gestione ai privati. C’è anche questo nella riforma del Mibact che sta mettendo in atto Dario Franceschini, che ieri ne ha parlato nel corso della presentazione a Roma di alcune iniziative del Fai. È Il Sole 24 Ore a dettagliare il progetto: “La novità è contenuta in un decreto che consente ad […]

Quotidiani
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Musei statali in gestione ai privati. C’è anche questo nella riforma del Mibact che sta mettendo in atto Dario Franceschini, che ieri ne ha parlato nel corso della presentazione a Roma di alcune iniziative del Fai. È Il Sole 24 Ore a dettagliare il progetto: “La novità è contenuta in un decreto che consente ad associazioni e fondazioni senza scopo di lucro di partecipare ai bandi di gara con i quali il ministero offrirà ai privati la gestione di siti culturali chiusi, poco frequentati o da restaurare”. E chi potrà concorrere? “Gli enti del terzo settore, che dovranno avere esperienza almeno quinquennale nel settore culturale, presentando un progetto di gestione del bene che ne assicuri la corretta conservazione, l’eventuale restauro (che sarà a carico del concessionario, anche se le spese saranno defalcate dal canone di concessione), la valorizzazione e la conseguente apertura al pubblico del monumento”.

Sui futuri programmi del Fondo Ambiente Italiano si sofferma anche La Repubblica: “un milione di visitatori che fanno la fila nelle giornate di apertura straordinaria dei musei. C’è l’offerta potenziale: l’Italia ha il più grande patrimonio culturale del mondo. Quello che finora è mancato è il collegamento tra questi due elementi”. Che fare dunque? Il Fai ha lanciato una giornata di mobilitazione straordinaria, “Ricordiamoci di salvare l’Italia”. “Domenica 18 ottobre in 130 città saranno visitabili 500 monumenti, normalmente inaccessibili o poco conosciuti”. Arte e moda per il Corriere della Sera, che ritrae Federico Bano, “imprenditore della moda, che ha trasformato il padovano Palazzo Zabarella in un importante polo di mostre. E ha valorizzato l’archivio di Jole Veneziani. Ora unisce gli amori: Una mia collezione di borse ispirate alla stilista”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.