Lo Strillone: il Pasticciaccio di Carlo Emilio Gadda svelato da Caravaggio sul Corriere della Sera. E poi archivio Eni, la collezione Bertone diventa museo

Carlo Emilio Gadda svelato da Caravaggio. Sul Corriere della Sera Paolo Di Stefano legge il “Commento” della studiosa Maria Antonietta Terzoli a “Quer pasticciacelo brutto de via Merulana”: “un’opera monumentale che mette in luce il metodo di lavoro dello scrittore, fatto di contaminazioni e richiami. E che spiega uno dei finali più misteriosi della letteratura […]

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Carlo Emilio Gadda svelato da Caravaggio. Sul Corriere della Sera Paolo Di Stefano legge il “Commento” della studiosa Maria Antonietta Terzoli a “Quer pasticciacelo brutto de via Merulana”: “un’opera monumentale che mette in luce il metodo di lavoro dello scrittore, fatto di contaminazioni e richiami. E che spiega uno dei finali più misteriosi della letteratura italiana. Nell’alludere a ‘Giuditta e Oloferne’ di Caravaggio Gadda offre una chiave per risolvere il delitto di via Merulana: come nel quadro di Merisi, il tratto fìsiognomico più distintivo dell’ultima cameriera della vittima Liliana Balducci è la ruga verticale tra le sopracciglia del volto”. Quasi 1.200 pagine “per spiegare un romanzo di poco più di 300 che è un concentrato di riferimenti criptici, di allusioni, di citazioni sotterranee, di rimescolamenti e garbugli stilistici che solo l’ingegner Gadda poteva concepire. Un laboratorio tenuto aperto, all’Università di Basilea, con un’equipe variabile di studenti e ricercatori, per oltre sei anni sulle pagine del romanzo più noto di Gadda, uscito nel 1957 per Garzanti e subito ristampato con successo, diventando un bestseller assurdo se si pensa che si tratta di un giallo talmente complesso da non trovare soluzione”.

Eni racconta il passato e il futuro dell’energia attraverso le immagini. La Stampa racconta il viaggio fotografico nell’archivio Eni, “una miniera di storie, incontri, volti e imprese che arrivano da ogni angolo del mondo e si portano dietro emozioni. Un patrimonio storico da preservare e valorizzare”. Per dare una risposta Eni “ha deciso di aprire i suoi archivi e sposare il progetto Camera, il nuovo Centro Italiano per la fotografia nato in collaborazione con Magnum Photos e inaugurato il 30 settembre a Torino”. La collezione Bertone diventerà un museo. È Affari & Finanza a informare che “i 79 pezzi del ‘tesoro’ messo assieme dall’indimenticabile carrozziere torinese sono stati conquistati dall’Asi (Automobile storico italiano) per 3,44 milioni di euro. Rarità come la Lamborghini Miura, la Lancia Stratos, versioni irripetibili di Ferrari, Aston Martin, Alfa Romeo e molto altro ancora”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.